Il 2020 sarà l’anno del Topo, evento che si verifica una volta ogni 60 anni, bisestile e sotto il simbolo del Legno, materiale nobile, elegante.

Oggi la globalizzazione, l’indebolimento delle reti sociali, la dimensione multietnica, il radicalizzarsi delle differenze culturali, la crescita delle diseguaglianze economiche, la crisi economica, la perdita di posti di lavoro, la scarsità delle risorse pubbliche, l’indebolimento del welfare, … hanno prodotto un mutamento strutturale profondo del tessuto sociale e delle condizioni alla base della convivenza e della coesione sociale.

L’insieme di questi fenomeni, “amplificati da una politica a mio avviso fortemente inadatta”, hanno reso fragile, chiacchierona, inconcludente, rabbiosa, la nostra società.

Il virtuale ha poi favorito la perdita di legami sociali consistenti, la perdita di senso del vivere reale in comune, sentimenti di precarietà e di insicurezza derivanti da fake news, da ricette opinabili, da gesti estremi, da mode e violenze perpetrate anche nel nome di un “qualche Dio”.

“Una società che ha un deficit di reti è una società debole”.

L’assenza di “reti reali” rende l’ambiente sociale come ostile, instabile e minaccioso.

Da soli non si può andare da nessuna parte!

Risulta allora indispensabile, per un Anno davvero Nuovo, contrastare lo sbriciolamento dei legami sociali e immaginare delle soluzioni aggregative in grado di dare una mano alla ricostruzione della comunità, stimolando la creazione di interazioni reciproche, di mutualità, di prossimità e costruendo legami che non passino solamente attraverso il virtuale ma che poi possano confluire e generare una reale e forte coesione umana ed umanitaria.

Penso quindi con orgoglio e soddisfazione alla nostra seppur piccola Associazione – Accademia Edizioni ed Eventi – ma non solo.

Cammino infatti nel centro storico del mio paese, bello, antico, disabitato.

Poi a casa ascolto il TG e una notizia mi colpisce: nella mia Regione sono sempre più i Sindaci che offrono l’azzeramento di IMU, TARI, TASI,…ecc…a chi si insedia nei loro Comuni.

Peraltro a chi compera e ristruttura case del Centro Storico oppure apre una qualsiasi attività imprenditoriale, incentivi significativi anche nelle fasi di adeguamento ed investimento.

E questo è di certo un tassello importante dato che i centri storici dei paesi della mia Regione sono attraversati da vicoli stretti, dove finestre e balconi di case diverse, “si affacciano e si guardano”, una parola detta nella casa in fondo al vicolo, si sente e si capisce bene anche in quella in cima al vicolo!

Quale modo più naturale “per fare rete”?

Case di buona qualità a prezzi accessibili per giovani coppie, famiglie, singles, ecc…appartamenti di prossimità per anziani e giovani che intendano interpretare queste fasi della loro vita attraverso forme abitative che facilitino l’invecchiamento solidale, in un continuo racconto di forte impatto sociale…ecc…

Beh certo ho girato un po’ in Calabria e in alcune zone il mio smartphone ha perso il segnale GPS per assenza di copertura, ho chiesto informazioni ma ho incontrato anche qualche diffidenza, in Basilicata la rete ferroviaria pare più antica di quella del vecchio West, se ti senti male nel paesello, al Pronto Soccorso più vicino forse nemmeno ci arrivi date curve e tornanti…

E mi chiedo… Sarà per questo che allora “tutti in città” magari all’estero?

Per i “cosiddetti servizi” e le tante “opportunità”?

Forse… non so… e onestamente non credo.

Io credo che il vero progresso venga dalla “interazione sociale vicina” e non dai grandi agglomerati dove diventa complicato interagire e la diffidenza prende piede.

Io credo che “piccolo sia bello” e che proprio grazie alle moderne tecnologie sia possibile mantenere le proprie radici, ampliando a dismisura la propria rete di interazioni per costruire, strada facendo, una nuova società davvero “inter-attiva”.

Per questo se un Augurio mi viene per il 2020 è che la nostra politica da un lato e “la cosiddetta società civile” dall’altra, operino insieme per abbattere le barriere infrastrutturali (perché prima o poi occorrerà muoversi) e favoriscano con ogni mezzo la formazione di reti collaborative attorno ai grandi temi dello sviluppo economico-socio-culturale, una sorta di tessuto fatto da tantissimi “nodi di comunità” – perché no – anche allocati nei piccoli centri storici dei nostri piccoli paesi ma resi “hi tech” ovvero ad alte “performances tecnologiche”  che possano interagire e comunicare fra loro attraverso legami di ogni mezzo e natura…per poi ritrovarsi insieme “dal vivo” ad animare e rianimare i propri territori!

Mi auguro che i nostri ragazzi capiscano l’importanza di valorizzare tutte le risorse a loro attorno e a disposizione non limitandosi a guardare solo in uno schermo in cui inutilmente fissare momenti con selfie magari “in equilibrio in…stabile” lungo pericolosi cornicioni, mi auguro che tutti si comprenda quanto importante sia capire di economia e fare nuova economia mettendo in gioco risorse reali, piccole o grandi che siano, senza “nasconderle sotto al materasso“, mi auguro che nuove idee non solo tecnologiche ma anche socio-economiche vengano fuori dai territori, dalle piccole Università… per un reale sviluppo “autopropulsivo” ed “inter-attivo”.

Ecco questo io mi, vi ed auguro ad Accademia, di crescere sempre più attorno a questa logica fortemente integrata e collaborativa.

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Pino De Nicola
Mi chiamo Giuseppe De Nicola (per gli amici "Pino") e sono un ingegnere. Nella mia vita, lavorativa e non, ho avuto molte esperienze e tutte mi hanno convinto di due cose semplici: “da soli non si va da nessuna parte” e “non aspettare che gli altri facciano per te… anzi”. Proprio da queste convinzioni nasce (anche e non solo) “SCREPmagazine”, un luogo virtuale in cui ci si ritrova per stare insieme e per condividere passioni, di qualsiasi genere ma tutte legate sempre e comunque dal “filo rosso” del rispetto, della collaborazione, della cultura, del "mettersi in gioco" e del talento…

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