Cari lettori, da un po’ di tempo ho trascurato la mia rubrica “Leggiamo insieme “, per condividere con voi notizie lette sul WEB che mi hanno incuriosito.
Ma l’animo del poeta, che è presente in ognuno di noi, è sempre in me e oggi si esprime nel modo migliore con una poesia di Pablo Neruda.
Scelgo spesso una sua poesia da leggere perché esprime a pieno la mia idea di poesia.
“La poesia ” di Neruda è testo a me molto caro, perché nei suoi versi riconosco la passione per la poesia, che a volte mi è difficile da esprimere.
Neruda la espone in modo moto chiaro; infatti chiunque legga i suoi versi, riesce a vedere, come un quadro dipinto, la passione che aveva per la poesia.
Ve la propongo da leggere oggi, in modo che si risvegli in ognuno di noi, l’ispirazione a esprimere le nostre emozioni come andiamo fatto da sempre, con la poesia

“La poesia”

Pablo Neruda

(Memoriale di Isla Negra, 1964).

Accadde in quell’età… La poesia
venne a cercarmi. Non so da dove
sia uscita, da inverno o fiume.
Non so come né quando,
no, non erano voci, non erano
parole né silenzio,
ma da una strada mi chiamava,
dai rami della notte,
bruscamente fra gli altri,
fra violente fiamme
o ritornando solo,
era lì senza volto
e mi toccava.

Non sapevo che dire, la mia bocca
non sapeva nominare,
i miei occhi erano ciechi,
e qualcosa batteva nel mio cuore,
febbre o ali perdute,
e mi feci da solo,
decifrando
quella bruciatura,
e scrissi la prima riga incerta,
vaga, senza corpo, pura
sciocchezza,
pura saggezza
di chi non sa nulla,
e vidi all’improvviso
il cielo
sgranato
e aperto,
pianeti,
piantagioni palpitanti,
ombra ferita,
crivellata
da frecce, fuoco e fiori,
la notte travolgente, l’universo.

Ed io, minimo essere,
ebbro del grande vuoto
costellato,
a somiglianza, a immagine
del mistero,
mi sentii parte pura
dell’abisso,
ruotai con le stelle,
il mio cuore si sparpagliò nel vento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui