Mi capita spesso di materializzare (oppure smaterializzare) un luogo, uno stato d’animo, un’emozione.

In questa poesia ho creato delle alternanze di forma, perché tutto ciò che è reale mi piace trasporlo su un piano intangibile e viceversa.

La maggiore o minore consistenza di un’immagine è data dal mio modo di approcciarmi a quella circostanza e le parole diventano plastiche, non stereotipate, ma capaci di evocare o semplicemente traslocare la mia fantasia su un panorama inesplorato e comprensibile.

Il profumo delle lenzuola stese mi porta alla mente innumerevoli ricordi di bambina.

C’è vera commozione in quei due versi.

Così come nei pomeriggi infiniti, quei giorni che finalmente diventavano interminabili e che facevano da sfondo alle grandi compagnie di amici, alle lunghe chiacchierate, alla spensieratezza di un’estate che era alle porte.

Si perché noi camminavamo alla periferia della bella stagione in punta di piedi e il naso all’insù per vedere realizzati tutti i sogni de “i migliori anni della nostra vita” .

PERIFERIA D’ESTATE

Intorno al sole
un bagno d’azzurro.

Fili di panni stesi
a profumare l’aria.

Il caldo beve
gli ultimi sorsi di pioggia.

E il ristoro è all’ombra.

I pomeriggi sono ormai infiniti.

Al tramonto la luce sfuma
e il cielo respira
l’arrivo della sera.

Le stelle sono orme nel buio
per i sogni che volano.

Tutto é silenzio
e nella quiete il giorno s’addormenta
fin quando canta l’allodola,
la messaggera dell’alba
di un nuovo giorno,
che sorge limpido
alla periferia dell’estate…

✍️📷Federica Rainaldi
#santostefanodisessanio #abruzzo

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