“Non può comprendere la passione chi non l’ha provata.”

Dante Alighieri

Cos’è la passione? A cosa ci riferiamo quando affermiamo di fare qualcosa “con passione”? Generalmente utilizziamo questo termine per esprimere quello stato interiore d’intenso coinvolgimento rispetto ad una attività, un oggetto o una persona. L’individuo dominato dalla passione riversa una dedizione cieca ad uno scopo, o all’altro, attraverso cui cerca di dare senso e significato alla propria esistenza. Tuttavia quando la passione riguarda le relazioni amorose presenta un grosso rischio: l’individuo dominato dalla passione amorosa, per dare soddisfazione a quell’impeto che domina il suo animo, segue solitamente due strade, quella dell’immedesimazione (o alienazione) nell’altro e quella del possesso. La prima comporta il rinnego di sé stessi in nome di un’identità nuova, ideale ma fittizia. Vedo nell’amato delle qualità che accendono la mia ammirazione e il mio desiderio, anelo per me quelle caratteristiche così inizio a comportarmi seguendo quel modello, così da dimostrare che sono effettivamente in quel modo. Ma si tratta solo di una messa in scena, indosso una maschera e mi muovo nel mondo cercando di apparire diverso da ciò che realmente sono, così da ottenere l’accettazione e l’amore della persona che accende la mia passione. Quando il reale irrompe nelle mie fantasie, distruggendo il mio sogno ad occhi aperti e rivelando a me stesso e all’altro la verità su ciò che io sono e l’altro effettivamente è, la disillusione manda in frantumi la passione, lasciando un velo di delusione sulla mia esistenza destinato ad inaridire il mio cuore e a creare barriere non solo tra me e il prossimo, ma anche tra me e “me stesso”. Emerge il vero problema che si nasconde dietro l’ardere di una passione incontrollata ed è l’incapacità di amarmi, di apprezzare il nucleo più profondo del mio Io, con i suoi difetti e le sue imperfezioni. L’illusione di un amore che giunge da una finzione mostra il suo limite quando rivela l’impossibilità di sopperire alla capacità di amarmi e prendermi cura delle mie vulnerabilità. 
L’altra deriva della passione nelle relazioni amorose è rappresentata dal “possesso”, ovvero quell’attaccamento morboso all’oggetto del desiderio che si concretizza nel tentativo di isolare l’amato dal resto del mondo limitandone i rapporti sociali con il prossimo e limitando al tempo stesso i propri contatti con l’ambiente esterno. Un bisogno di isolamento con cui si intende essere l’esclusivo beneficiario della beltà che trasuda dalla persona amata, che deve essere solo mia e di nessun altro. È così che sorge la gelosia che non è l’altra faccia dell’amore ma la sua negazione, un’urgenza dell’ego che tramite essa viene alimentato ed accresciuto. Inevitabilmente anche qui l’amore si dileguerà perché la passione si nutre d’illusione, è mezzo ma non fine, non vuole essere soddisfatta ma consumare e consumarsi in un vortice che porta a derive torbide, fino a giungere alla violenza. In un tumulto che ha le sembianze della follia colui che è preda della passione cerca di riappropriarsi del potere sulla propria vita che l’oggetto del suo desiderio ha fatto proprio. Perché la passione, quando giunge al culmine, si trasforma in “patimento”. Una pena che si cerca di scacciare con gesti estremi.

Ne deriva che bisogna evitare la passione? È sbagliato idealizzare, desiderare di trasmutare la realtà secondo il proprio desiderio e le proprie passioni? Assolutamente no! Le grandi scoperte dell’umanità sono state concepite proprio da coloro che hanno saputo alimentare quella passione che porta a respingere una realtà scomoda, anonima e sterile. Ciò che fa la differenza rispetto ad una deviazione di essa verso scopi o fini distorti è il “valore“. Bisogna piegare quella passione ad un fine superiore, che travalichi l’Io,  e mi permetta di concepirla come un mezzo, non un fine, che fin tanto che rimane relegato a scopi egoistici può generare solo sofferenza per sé stessi e gli altri.

Se siete appassionati per un’arte, una disciplina o una materia, fate sì che l’oggetto della  vostra passione vi renda una persona migliore. Se la passione emerge da una donna, o da un uomo, danzate questa passione. Scrivetele dei versi, disegnate la nuova realtà che appare ai vostri occhi mentre contemplate quell’oggetto del desiderio. Fate sì che quel sogno, di voi e l’altro insieme, diventi la vostra realtà.

Arsenio Siani

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Arsenio Siani
Mi chiamo Arsenio Siani, sono un counselor, scrittore e docente di corsi di scrittura creativa. La passione per le pratiche di trasformazione ed evoluzione interiore mi ha condotto a frequentare una scuola di counseling. Parallelamente il mio percorso ha visto un’evoluzione e una crescita interiore grazie alla scrittura, dapprima erano pensieri sparpagliati e confusi riversati su fogli di carta, poi la mia mente e la mia anima hanno cominciato a concepire storie, racconti di vita partoriti da sogni, desideri, rimpianti e speranze. Un ascolto dei miei sentimenti e delle mie emozioni che mi ha portato a scrivere cinque romanzi in meno di tre anni e innumerevoli racconti. Nel 2016 ho accettato anche la sfida di diventare docente per corsi di scrittura creativa presso l’Università popolare di Siena, dove vivo da 12 anni. Nel 2017 ho iniziato la mia collaborazione con “Accademia” curando due rubriche per la rivista “Screpmagazine”, una dedicata al benessere psicologico e l’altra alla violenza sulle donne. Proprio da quest’ultima esperienza nasce una mia nuova pubblicazione, “Quello che le donne non dicono”, in cui vengono raccolti gli articoli, rielaborati per l’occasione, comparsi sulla rubrica, per Titani editori, pubblicato nel marzo 2018.

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