LA SCELTA DI NOA

“In questo caso amare è lasciare andare”.
Le ultime parole di NOA prima di morire.

Una ragazza olandese di 17 anni, Noa Pothoven, ha chiesto e ottenuto l’eutanasia, legale nei Paesi Bassi, dopo anni di sofferenze psichiche seguite a diverse violenze sessuali subite a partire dall’età di 11 anni. 
La giovane è morta domenica in casa, ad Arnhem, con l’assistenza medica fornita da una clinica specializzata.

Ad annunciare la sua scomparsa è stata la sorella. Durante la lunga battaglia per avere l’autorizzazione alla dolce morte, Noa aveva dichiarato di non sopportare più di vivere a causa della sua depressione. 
In seguito agli stupri subìti soffriva anche di stress post-traumatico e di anoressia. Aveva raccontato la sua esistenza in una autobiografia dal titolo “Winnen of leren” (Vincere o imparare).

Secondo quanto riferiscono i media olandesi, la ragazza aveva chiesto l’eutanasia di Stato, legale nei Paesi Bassi, ma i medici incaricati di esaminare il suo caso l’avevano respinto, in virtù della giovane età e del problema psichiatrico alla fonte. Noa è stata indirizzata verso psicoterapie e la sua richiesta rinviata al compimento dei 21 anni per una nuova eventuale valutazione dell’eutanasia. Ma lei non ce l’ha fatta ad aspettare e ha scelto di morire a casa.

Cinque giorni fa aveva pubblicato su Instagram l’ultimo post: una sua foto, un lungo messaggio e un saluto che si conclude con una faccina che manda un bacio e le parole “con amore, Noa”. “Un triste ultimo post, ho pensato a lungo se lo avrei dovuto condividere qui, ma alla fine ho scelto di farlo”, scrive nel suo testamento social. “Vado dritta al punto: entro massimo 10 giorni morirò. Dopo anni di lotte, la lotta è finita. Ho smesso di mangiare e di bere e dopo difficili confronti è stato deciso che potrò morire perché la mia sofferenza è insopportabile”, così la ragazza che si definiva “guerriera e blogger della malattia mentale”, che era vegetariana dall’età di 9 anni e che durante l’elettroshock amava ascoltare The Mushroom Cloud della Kyteman Orchestra.

Le parole di Noa, scritte solo pochi giorni prima della sua morte, suonano ora ancora più dolorose: “E’ finita, non ero viva da troppo tempo, sopravvivevo e ora non faccio più neanche quello. Respiro ancora, ma non sono più viva”. Poi la 17enne descrive le sue ultime ore: “Sono seguita, non ho dolore e trascorro tutto il giorno con la mia famiglia (sono nel salotto di casa mia in un letto di ospedale). Sto salutando le persone più importanti della mia vita”. 
Una testimonianza che rompe i codici del social network e costituisce un caso, considerata la giovane età e la natura della malattia di Noa. Il post si conclude con un appello: “Sono molto debole, non inviatemi messaggi perché non posso gestirli e non cercate di convincermi che sto sbagliando, questa è la mia decisione ed è definitiva”.

Tre le violenze subite dalla 17enne. 
La prima, come si apprende dalla sua autobiografia, all’età di 11 anni durante la festa di una compagna di scuola, poi di nuovo a una festa per adolescenti. 
A 14 anni un’aggressione e una violenza in strada da parte di due uomini. 
Ma in quel momento non era stata in grado di denunciarla “per paura e vergogna”. “Rivivo quella paura e quel dolore ogni giorno”, aveva spiegato un anno fa. “Il mio corpo si sente ancora sporco”.

Il sito olandese De Gelderlander, che per primo ha dato la notizia, ha seguito dal 2018 il percorso di Noa verso la morte raccontando che, senza che i suoi parenti ne fossero a conoscenza, nel 2016 la ragazza si era rivolta alla clinica “Life end” dell’Aia. 
Sul caso è intervenuta anche la parlamentare della Sinistra Verde, Lisa Westerveld, che aveva incontrato Noa dopo la pubblicazione del suo libro ed è tornata a trovarla pochi giorni prima della sua morte: “E’ stato bello rivederla ma anche molto irreale, era molto forte. Non la dimenticherò mai e continuerò la sua lotta”.

Nel 2002 l’Olanda è stato il primo paese europeo ad avere una legge sul tema dell’eutanasia diretta e del suicidio assistito e, due anni più tardi, ad approvare il “protocollo di Groningen” sull’eutanasia infantile. Il testo prevede che la morte possa essere accordata a partire dai 12 anni di età, ma solo dopo che un medico abbia certificato che la sofferenza del paziente è insopportabile e senza via di uscita. Tra i 12 e i 16 anni è previsto il consenso dei genitori, quindi nel caso della 17enne Noa non era richiesto. In ogni caso, come detto, secondo i media olandesi la richiesta di eutanasia presentata dalla ragazza era stata respinta.

Nel 2017, circa 6.585 persone hanno chiesto e ottenuto l’eutanasia in Olanda, circa il 4,4 per cento dei decessi totali nel Paese, secondo un comitato che si occupa di monitorare il fenomeno.

Angela Amendola 

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Angela Amendola
Mi chiamo Angela Amendola e vivo in Calabria dove sono nata. Appassionata di letteratura, poesia, musica ed in genere di tutte le espressioni artistiche , mi sono dedicata allo studio della poesia contemporanea e poco conosciuta. Attratta anche dalle sonorità della poesia dialettale, ho organizzato presentazioni di libri ed autori. Faccio parte di associazioni letterarie e musicali e nel 2017 ho fondato, assieme ad altri Soci Fondatori, l’Associazione “Accademia Edizioni ed Eventi” per la quale scrivo su SCREPmagazine.

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