La marcia procedeva lentamente.

Elia era sveglio da troppe ore.
Non era in grado di contare quante.
In classe, quando ancora ci andava, quando ancora poteva frequentarla, quando resistevano le scuole ebraiche ed il mondo intero, Elia aveva imparato a contare fino al sei.
”Proprio come gli anni che ho, Maestra! ” aveva detto.
” Proprio come gli ultimi giorni nel ghetto prima che… ” aveva pensato la maestra con un gemito soffocato.

Elia camminava svogliato, per inerzia, privo di forze . Le sue scarpe di cuoio, che erano state prima del cugino, erano ormai logore in più punti.
La neve e l’umido erano penetrate a fondo nei calzini di Elia, ma lui non si sentiva più i piedi, ecco perché non se ne lamentava.
Ma la fame, quella sì, lo torturava, gli aggrovigliava le viscere.
Eppure, neppure di quella si lamentava, neppure per quella singhiozzava.
Un solo pensiero fisso, isolato ma totalizzante, lo attanagliava: “Perché mamma e papà non vengono a riprendermi?
Mamma, Mamma, Mamma… Dove sei?”

Ilaria Piscioneri.

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Ilaria Piscioneri
Sono nata a Messina nel 1995. Ho conseguito la maturità classica nel 2014 e attualmente frequento la Facoltà di Lettere e Filosofia. Nel Settembre 2018 ho pubblicato il mio primo romanzo perché la scrittura, per me, rappresenta una via di sfogo e, allo stesso tempo, una fonte di gioia. Amo essere attiva nel territorio per raccontare la mia esperienza di giovane esordiente scrittrice in programmi delle TV locali e nelle scuole. Mi occupo, inoltre, di una rubrica cinematografia in onda sul canale radio dell'Università della mia città natale e scrivo su SCREPmagazine.

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