La Mantide – Racconto a puntate di Maurizio Gimigliano ( 8a parte )

A volte conviene farsi delle domande quando la tua vita è in pericolo anche … se ancora non lo sai

…Dalla sua vetrata affacciata sul mondo caotico giungevano segnali di normalità a cui tentò di aggrapparsi per ritornare lucido e razionale . Strinse i pugni . “ Elena ho bisogno che tu mi dica tutto della tua vita. Non c’è niente che potrebbe scalfire ciò che sento . Per questo ho bisogno di sapere tutta la verità , per mettere definitivamente da parte il passato e non averlo come un avvoltoio dietro le spalle . Per poter guardare semplicemente davanti a noi , al nostro futuro insieme , a quella   che sarà la nostra vita “. Elena a quelle parole rabbrividì ed il sorriso che la illuminava si spense . Stava accadendo ciò che aveva temuto e si rimproverò per essere stata debole , fragile , per aver lasciato che il cuore guidasse i suoi passi . Eppure aveva giurato a se stessa che non sarebbe accaduto più . Ricordò esattamente il momento . Si era voltata a guardare i 3 uomini stesi lì per terra , il petto aperto , il sangue che copriva il pavimento . Il disprezzo nei suoi occhi e la consapevolezza che mai più si sarebbe lasciata fare ciò che quei bastardi le avevano fatto . Che mai più avrebbe permesso a qualcuno di decidere della sua vita . Si riscosse e con voce fredda rispose “ Capisco Andrea cosa vuoi dire . Ne parleremo stasera quando rientri . Buon lavoro , ti amo “ , concluse chiudendo seccamente la telefonata . Ora doveva decidere cosa fare . Aveva bisogno di una doccia ghiacciata per una sferzata di energia e sotto il getto violento  dell’acqua che le segnava la pelle ritornò ancora una volta al suo passato . A quando la doccia fredda non era una scelta ma una conseguenza della loro povertà , del loro degrado , dell’incuria e del disprezzo che aveva per lei quell’uomo che chiamava padre . La rabbia l’invase . Sapeva cosa doveva fare .

Andrea era rimasto senza parole al cambio di umore e di tono di Elena e si pentì di aver fatto la sua richiesta per telefono e non di persona . L’aveva spaventata . Pensò di tornare subito a casa ma capì che probabilmente era meglio lasciare ad Elena il tempo di pensare , di riflettere , di decidere cosa voleva veramente . Di capire se l’amore che diceva di provare per lui era davvero così forte da permetterle di scoprirsi . Era giunta al bivio ed avrebbe dovuto scegliere che strada prendere e lui sperava fosse quella che l’avrebbe portata per sempre tra le sue braccia . Nel frattempo Elena stava raccogliendo le poche cose che aveva portato a casa di Andrea . Aveva deciso improvvisamente di tornare a casa sua , di cercare rifugio tra le sue cose , di richiudersi come era abituata quando si sentiva in pericolo e come una bestia ferita , trovato un posto sicuro aguzzava la vista , tirava fuori gli artigli e si preparava a combattere per difendere la propria vita . I suoi bellissimi vestiti , arrotolati alla rinfusa stavano riempendo la borsa Vuitton poggiata sul letto . Poi un lungo respiro per calmarsi . Capiva che stava sbagliando , che così facendo avrebbe ancora di più insospettito Andrea che non si sarebbe arreso dietro una porta chiusa . Ma soprattutto capì che non aveva mentito quando gli diceva di amarlo e che non voleva perderlo . Doveva architettare una storia credibile in maniera tale che Andrea fosse soddisfatto di quelle spiegazioni e la lasciasse tranquilla . Rimise a posto i vestiti , gettò la borsa nel ripostiglio e si sedette in soggiorno sulla poltrona posta di fronte alla grande vetrata che si affacciava sulla pace della campagna intorno …

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