…Si, era la scelta migliore . Non far sentire Elena alle strette ma farle capire che aveva fiducia totale e che avrebbe accettato le sue spiegazioni .Non appena aprì la porta la vide , restò senza parole ed a bocca aperta si avvicinò lentamente prendendola tra le sue braccia . Mise in quell’abbraccio tutta la paura che l’aveva accompagnato quel giorno e tutto l’amore che sentiva scoppiargli dentro.  “ Finalmente a casa . Oggi mi sei mancata come  mai mi era capitato “ Elena che fino a quel momento si era limitata a guardarlo ed a parlare semplicemente con i suoi splendidi occhi  , rispose al suo abbraccio ed ai suoi baci e sussurrò “ Anche tu amore . E’ stato un lungo giorno senza te ma ora sei qui , mio . “ Diane Krall cantava in soggiorno e quella musica li avvolse invitandoli ad un ballo sensuale come fossero al centro di una pista in cui tutti si sono fermati ad ammirare la coppia più bella , quella più invidiata . Stretti , quasi avessero paura di staccarsi , continuarono la loro danza come fossero due fenicotteri che in quel modo dichiarano il proprio amore . Poi fu Elena che prese il controllo e disse “ Andrea è quasi pronto . lasciami andare a controllare il pesce prima che si bruci e rovini tutto il mio lavoro . “ Doveva restare lucida , far comandare la mente , seguire il piano prestabilito . Ne andava del suo futuro insieme a quell’uomo di cui sapeva di non poter più fare a meno . La cena fu perfetta , ogni dettaglio , ogni sfumatura contribuì a creare quel clima rilassato di cui Elena aveva bisogno . La serata pur essendo ad inizio ottobre era magnifica e calda ed Elena al termine della cena  disse “ Andiamo a gustare un rhum sul terrazzo , così potremo parlare protetti dalla luna piena che ci illuminerà “ . Sul divano Elena si appoggiò con le spalle ai cuscini in maniera tale da essere di fronte ad Andrea che  stringeva la sua mano libera dal bicchiere . Abbassò leggermente gli occhi ed iniziò a raccontare “ Andrea non so se quanto ti dirò ti farà allontanare da me , ma ho capito che tu devi sapere tutto e poi decidere se vuoi ancora stare con me . “ A queste parole Andrea strinse più forte  la sua mano come avesse paura potesse scappare ma restò in silenzio aspettando che lei continuasse . “ Tutto ciò che ti ho detto ieri sera è vero. Avevo 16 ani quando sono scappata da casa mia e da quella sopravvivenza che mi aveva accompagnato , perché non potrei definirla vita . Quello che non ti ho detto è che stavo aspettando il momento giusto per farlo e quello che accadde la sera che me ne andai mi diede il coraggio per scappare . Ero in casa a preparare la cena quando mio padre rientrò ubriaco come sempre in compagnia dei suoi due amici inseparabili , ubriachi anche loro . Li sentii avvicinarsi dietro me e quando uno di loro mi afferrò lui disse “ Fai quello che vuoi con lei ed il debito sarà saldato “ . Mi portarono con la forza nella mia piccola stanza ed a turno m violentarono , come animali. Insensibili alle mie grida , al mio pianto , al mio corpo ancora da adolescente . Come fossi non una persona ma una cosa da usare , un giocattolo senza anima , una bambola di carne . Finito si alzarono dal mio piccolo letto sfatto e rivestendosi alla meglio andarono di là con mio padre a brindare la pace ritrovata tra loro. Ebbe anche il coraggio di urlarmi di alzarmi per preparargli a cena . Io avevo esaurito tutte le mie lacrime , ero morta dentro , e solo l’odio mi fece alzare e correre fuori da quella casa . Al freddo della sera . Vagai per qualche ora , come inebetita , sperduta in un posto che conoscevo bene , incapace di credere che ciò che era accaduto fosse reale. Ma il dolore fisico che sentivo e soprattutto quello dentro mi ripetevano che non era un brutto incubo ma era accaduto davvero . Giurai a me stessa che mi sarei vendicata , che li avrei ripagati con la stessa moneta distruggendo la loro vita come loro avevano fatto con la mia . Ma non fu necessario perché rientrata a casa li trovai a terra in un lago di sangue , i loro petti aperti e sul fuoco ormai spento , in una padella , i resti di 3 cuori che qualcuno aveva soffritto e dato in pasto ai gatti che ancora si stavano  pulendo il muso . Non ho mai capito chi fosse stato . Forse qualcuno a cui dovevano soldi od a cui avevano fatto un grave torto . Ciò che mi importava in quel momento è che ero finalmente libera . Raccolsi i miei quattro stracci in una borsa e scappai da quella casa dirigendomi a piedi verso il confine polacco. Avevo deciso che quella sarebbe stata la prima tappa della ma nuova vita. Anzi l’inizio della mia vita . Da  lì dopo tante peripezie e nuovi inizi sono arrivata in Italia “. Elena aveva parlato ad occhi bassi , senza interrompersi quasi avesse paura … ( continua ) 

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Maurizio Gimigliano
Sono Maurizio Gimigliano, ingegnere chimico da sempre appassionato d’arte. Forse essere sempre a contatto con formule e numeri ha fatto emergere la necessità di esprimere la parte creativa nascosta dentro me. E dopo anni di strumenti musicali (chitarra e sax), ho iniziato a scrivere poesie d’amore provando a descrivere le emozioni e le sensazioni che si vivono nelle varie situazioni ed esperienze amorose. Amore inteso in ogni sua forma ed espressione purché sentimento intenso e coinvolgente. Dal 2018 scrivo su SCREPmagazine e sono socio di Accademia Edizioni ed Eventi.

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