Seguendo il “carrozzone” del Motomondiale in giro per l’Europa ho potuto verificare di persona quanto sia un luogo comune ritenere il motociclismo uno sport tipicamente maschile.

Il seguito femminile è importarte: non ci sono solo semplici appassionate, ma vere e proprie esperte delle due ruote a motore.

A Misano Adriatico, in occasione del recente Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, ho incontrato una tifosa sfegatata di Marc Marquez. Del numero 93 conosce praticamente tutto. Segue le gare, sia da casa che dal vivo, con la figlia 13enne, alla quale ha trasmesso la sua passione per questo meraviglioso sport.

Si chiamano Pamela e Melissa e di moto ne sanno molto più di me! Ho fatto quattro chiacchiere con Pamela, la “mamma GP”!

Ciao Pamela, prima di tutto, da dove vieni?
«Ciao! Sono nata a Milano e vivo non lontano dal circuito di Monza».

Non essendo carino chiedere l’età a una signora, mi limito a domandarti da quanti anni segui il Motomondiale.
«Nessun problema a dire la mia età ma, essendo io una persona tutt’altro che banale, ci devi arrivare tu da solo con questi due suggerimenti. Il primo è “Jack Miller” (l’anno prossimo sarà “Lewis Hamilton”), il secondo è “Tony Arbolino+Maverick Vinales».

Ok, gli anni sono 43, come il numero di gara di Jack Miller (Hamilton ha il 44). Arbolino ha 19 anni e Maverick Vinales 24, quindi 19+24 fa 43! Tornando a noi: da quanti anni segui il motomondiale?

«È una domanda un po’ particolare e anche non semplice per me. Ti dico solo che questi ultimi due anni sono stati molto più intensi, “motomondialmente” parlando, dei dieci precedenti nei quali, a causa della mia incapacità di donarmi gioie personali, ho tralasciato un po’ troppo quella che era la mia passione».

Ti hanno soprannominata “mamma GP”. Perché?

«Mamma GP è nato due anni fa grazie a mia figlia Melissa (classe 2006) che con naturalezza si è innamorata del meraviglioso mondo delle due ruote (non le bici chiaramente). Più o meno in concomitanza della sua nascita, per scelta mia, ho praticamente smesso di seguire il Motomondiale anche perché non amavo trascorrere troppo tempo davanti alla TV con lei al mio fianco (non credo faccia troppo bene ai bambini stare tante ore davanti a uno schermo). Due anni fa le ho chiesto: “Ti va di guardare per una volta una gara della MotoGP insieme? Così tanto per…”. Miracolosamente la “principessa” (come qualcuno la chiama: lei è fine al contrario della sua mamma…) ha detto sì e da lì non abbiamo perso nemmeno una corsa. Non c’è stata gioia più grande per me (beh qualcun’altra sì), perché non mi sembrava vero poter condividere un’altra passione insieme a lei (oltre a quella per la lettura, decisamente più “mite”). Quindi il merito è suo: ha fatto rinascere in me emozioni che avevo accantonato per aiutare e dare spazio agli altri, mai a me stessa. Il termine “mamma GP” è stato coniato da un gruppo di amici che sanno quanto io e Melissa siamo esaltate e soffriamo durante le gare. Le seguiamo sempre insieme, anche quando non ci risvegliamo nella stessa casa per qualche motivo. Anche alle 5 del mattino quando girano in Giappone o in Australia. Quest’anno non siamo riuscite a vedere insieme il GP di Catalunya perché io ero a un corso e lei stava studiando in Scozia. Però la gara l’abbiamo vista lo stesso con SkyGo».

Sei tifosissima di Marc Marquez. Quando hai iniziato a seguirne le gesta?

«Sì, siamo tifosissime di Marc Marquez. Melissa non ha subìto alcun tipo di condizionamento da parte mia, anzi… direi che l’ho subito io perché se, quando ero più giovane, chiaramente seguivo le gesta di Valentino, ho iniziato a tifare Marc solo con lei. Non l’ho fatto per amore di mia figlia ovviamente. Sono sempre stata per un tifo “aperto”. Non ho mai tifato per chi vince più spesso, ma per chi fa sognare: un tempo era Wayne Rainey, poi Valentino, ora Marc. Poi magari saranno Celestino Vietti e Tony Arbolino. Non deve essere necessariamente italiano il mio pilota preferito. Non tifo un pilota italiano solo perché sono nata in Italia, tifo per chi mi trasmette qualcosa, sia come persona che come pilota».

Siete iscritte al suo fan club?

«Non siamo iscritte al suo fan club ma ci sto pensando per la prossima stagione. Grazie ai social ho conosciuto e incontrato tanti fans dei fratelli Marquez. Mi piacerebbe incontrarli sulle tribune, ma devo stare attenta all’aspetto economico perché le gare dal vivo per due persone rappresentano un discreto costo tra viaggio, pernottamento e biglietti d’ingresso, quindi per ora abbiamo rinunciato ai comodi sedili numerati. Ma noi siamo strafelici anche sul prato. Credo che la tessera al fan club di Marquez possa essere il regalo di Natale per Melissa».

Sei mai riuscita a incontrarlo?

«Sì, quest’anno abbiamo fatto Mugello, Misano e Brno e in tutte e tre le occasioni siamo riuscite a incontrarlo. Non avrei mai pensato di riuscire a far sì che Melissa lo vedesse da vicino. Non dimenticheremo mai il 2 giugno del 2019, la nostra prima esperienza insieme. Lei felice ma composta come sempre, io ancora più eccitata di lei! Abbiamo parlato anche con i suoi genitori e visto il fratello Alex. Io e Melissa abbiamo avuto una fortuna indescrivibile grazie a due gentiluomini che mai dimenticherò. Credo che dopo l’ultimo decennio di “situazioni complicate” nella mia vita qualcuno abbia scelto quel week-end per regalarmi una meritata dose di adrenalina e di gioia: doppia, tra l’altro, perché in un colpo solo si è realizzato il sogno di Melissa e anche il mio».

Vai spesso a vedere i Gran Premi dal vivo?

«Come ho accennato prima, purtroppo, per una questione di costi, non vado spesso alle gare, ma se non ci fosse questo problema andrei sempre. Lavorerei lì anche gratis pur di vivere l’atmosfera dei box e del paddock. Devo tenere in considerazione anche che Melissa studia, quindi per ora ci siamo limitate a qualche gara estiva».

Viaggi con altre mamme-tifose come te?

«Non ho mai viaggiato con altre mamme tifose come me, ma di certo non sono l’unica a seguire le gare dal vivo».

Sei anche una motociclista?

«Sì, sono una motociclista, anche se tre anni fa ho dovuto vendere la mia Suzuki per problemi di salute. Non posso tenere in box tutte le moto se non le uso… Per ora nel box c’è solo la mia prima moto, un’Honda NSR, guarda caso del ’93, comprata quando avevo 16 anni e mezzo (Marc Marquez nasceva circa un mese prima della mia prima motina…). Ho imparato a guidare moto con le marce quando avevo 12 anni e ho proseguito fino ai 30. Le usavo tutti i giorni, anche per andare al lavoro ben vestita, perfino con i tacchi, o in versione omino Michelin durante i freddi inverni. Poi è nata Melissa e l’utilizzo è chiaramente diminuito. Infine, i dolori sono aumentati tanto da doverla vendere, perché non aveva più senso guidare con la muscolatura perennemente contratta. Guardando però Melissa che impara a guidare (in una scuola a Como), viene anche a me la voglia di tornarci su. Mi contengo solo perché ormai sono un legno!».

Oltre a Marquez, chi ti piace della MotoGP?

«Sono una fan di Marquez ma devo dire che ci sono molti piloti che stimo. In primis Andrea Dovizioso, poi direi Quartararo, Vinales, Miller, Petrucci e Valentino. Dovizioso lo adoro come persona: per come si pone, per la sincerità, la semplicità e l’onestà. Fabio Quartararo mi piace perché non molla mai. Non lo odierò di certo quando magari in futuro supererà Marc. Mi piace anche Maverick Vinales per la sua serietà e compostezza (è anche figo…). Jack Miller mi sembra simpatico e divertente. Danilo Petrucci è tenero e, tanto per farti capire, al Mugello sono stata molto felice che abbia vinto lui. E di Valentino che dire? Che l’ho amato tanto dal 1996 fino alla nascita di Melissa, quando ho un po’ abbandonato le gare per seguire altre esigenze. Vale ci ha fatto sognare, come ora mi fa sognare Marc. Non sono contro Valentino. Anzi, mi piace ascoltare le sue interviste. Se fossi in Valentino, però, chiederei espressamente ai miei fans di smetterla di avercela con Marquez. Ognuno è libero di non amare/non stimare un altro pilota, ma se io fossi in lui chiederei ai tifosi di non scendere a livelli così bassi. Personalmente non desidero che Valentino si ritiri».

E chi proprio non sopporti?

«Non conosco personalmente i piloti quindi non posso assolutamente dire se c’è qualcuno di antipatico. Seguo anche la Moto3 (un po’ meno la Moto2), e pur amando il team Sic58, vorrei tanto che Tatsuki Suzuki imparasse a contenersi nelle dichiarazioni. Sono la prima a utilizzare un linguaggio un po’ colorito, però bisogna anche imparare a controllarsi. Invece parlando ancora di Moto3, simpatizzo con Melissa per Tony Arbolino e Celestino Vietti».

A quale Gran Premio vorresti assistere?

«Per la prossima stagione vorrei assistere ai Gran Premi spagnoli: sono i miei preferiti e non sono così lontani da raggiungere. Poi adoro la Spagna, dove si mangia benissimo. A Jerez sarebbe bello noleggiare una moto e raggiungere il circuito direttamente sulle due ruote».

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Roberto Verdi
Sono Roberto Verdi, faccio il giornalista e ho una passione smisurata per lo sport, in particolare per quelli motoristici. Nella mia carriera ho scritto di qualsiasi argomento: di viaggi, di cronaca nera e rosa, di animali, di politica e persino di cucina. E, naturalmente, di sport. Ho anche sceneggiato “albi a fumetti”, altra mia grande passione insieme alla musica rock ed alla pallavolo, sport che pratico da 25 anni. Qui su SCREPmagazine mi focalizzo sul mondo delle due ruote: MotoGp, Superbike e MotoCross. Gas a martello e buona lettura!

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