Un brivido di freddo gli attraversò la schiena .
Cercò il calore stringendo più stretta la coperta che era scivolata ai bordi del letto ed aprì leggermente gli occhi.
Il mattino faceva capolino tra gli spazi della serranda .
Natale come ogni giorno raccontava lo scorrere lento del tempo.
Ancora più lento dal troppo tempo in cui era solo .
Aveva fatto uno strano sogno in cui ripercorreva le stradine di montagna che lo avevano visto giocare tante volte nel silenzio dei boschi . Il sole discreto filtrava tra i rami , e lui poteva scoprire sempre qualcosa di nuovo come quando il faro di un proiettore , concentrava la sua luce in un punto.
Stava ore ad osservare la natura fin quando sua madre , usciva a chiamarlo per il pranzo. Era quello il ricordo più bello , la voce di sua madre , l’abbraccio e le mani che gli arruffavano i capelli .
Alla fine del sogno , una voce , gli aveva ripetuto più volte “ Qui troverai la risposta “ . Non capiva.
Non aveva fatto nessuna domanda e non aveva niente da scoprire . Ma si sentiva agitato dentro , molto agitato. Era come se , l’aspettasse qualcosa .
Come quando sai , senza capire perché. Ecco si sentiva proprio così , sicuro che ci fosse la soluzione di un equazione che non ricordava di avere iniziato a risolvere .
Si alzò tremando perché il riscaldamento non era partito e la casa era gelata .
Aveva bisogno di una doccia bollente che gli schiarisse i pensieri e gli facesse decidere come interpretare quel sogno.
Si dice che i sogni rappresentano le risposte che abitano il nostro inconscio , le fantasie o le paure che non abbiamo il coraggio di affrontare , la nostra vita parallela .
Si fermò a lungo sotto il getto potente dell’acqua . Gli piaceva abbandonarsi a quella immobilità calda .
Le gocce scivolavano lente sul suo corpo , il vapore offuscava l’esterno , come un rifugio inattaccabile.
Si era schiarito i pensieri e visto che non aveva altro da fare , sarebbe andato nel luogo in cui il sogno l’aveva riportato dopo tanto tempo.
Del resto erano circa 40 km , una distanza che ad andatura turistica , avrebbe percorso in 40 minuti , magari rivivendo tutte le volte che aveva fatto quella strada cantando in macchina , felice.
La giornata era soleggiata e si sentiva un esploratore che non va alla ricerca di un luogo ma di un perché.
Scelse con attenzione la musica che gli avrebbe fatto compagnia ma sapeva che la sua mente sarebbe stata da un’altra parte e che le ferite appena rimarginate , avrebbero ripreso a sanguinare copiosamente .
Gli mancava tutto di loro, i suoi genitori gli avevano insegnato ad essere amato .
Appena arrivato gli sembrò che i tanti anni trascorsi all’ultima volta che era stato lì, non fossero passati.
Gli addobbi di Natale per le strade su cui la neve era ammassata ai lati rendevano il paesaggio magico , come se si trovasse in un gigantesco presepe .
La casa che affittavano era lì vicino e senza neanche rendersi conto si incamminò come se fosse quella la sua meta .
Da fuori era tutto come un tempo , e le luci dentro erano accese proprio nella cucina che tante volte lo aveva accolto in un abbraccio.
Si avvicinò alla finestra per sbirciare dentro dicendosi che se qualcuno gli avesse chiesto cosa stava facendo avrebbe risposto che voleva ricordare quando era bambino.
Vide una scena che lo lasciò sorpreso. Una coppia di colore , sorrideva felice , guardando un bambino di forse tre anni , scartare felice dei doni , vicino al camino che col suo fuoco, gli trasmetteva se possibile , ancora più il calore di quella scena .
Negli occhi di quei genitori rivide gli occhi dei suoi ed in quell’amore ciò che gli mancava di più. Trasmettere l’amore che aveva ricevuto , insegnare l’amore ad un figlio amandolo.
Come se un lampo lo avesse colpito capì.
Ecco la risposta che non cercava ma che aveva trovato.
In quel giorno di Natale , dedicato all’amore di una nascita importante , diede un contorno a ciò che di più gli mancava , un figlio.
Sorrise incamminandosi verso la macchina . Era tanto tempo che Natale gli era sembrato un giorno inutile .
Ora gli sembrava il giorno in cui era rinato .
Maurizio
“ La carezza di mio padre
rara come una gemma
ammirata da lontano
si risvegliò sul mio viso
dopo un lungo letargo
L’amore di un gesto
ci accompagna sempre
nei lunghi inverni della vita “…
Maurizio Gimigliano Copyright 2020
