C’è la mano di Leonardo Da Vinci nella “Gioconda nuda”. 

Sì perché esiste anche una Gioconda nuda!

Si tratta di un dipinto conservato al Museo Ideale  “Leonardo Da Vinci” a Vinci (Firenze), finora senza attribuzione certa.
Ed invece potrebbe essere stata dipinta proprio dall’artista-scienziato del Rinascimento (o dalla sua bottega).
La nuova ipotesi è stata presentata nel borgo natale dell’autore della “Gioconda” in occasione della riapertura nel centro storico del museo diretto dal noto “leonardista” Alessandro Vezzosi.
Nella mostra “Leonardo vive”, percorso permanente del museo vinciano, vengono infatti presentati i risultati delle ricerche che hanno condotto ad una scoperta davvero sorprendente. «I nostri esami scientifici – ha spiegato l’ingegnere fiorentino Maurizio Seracini – hanno evidenziato che nel dipinto della “Gioconda nuda” sono presenti segni e riferimenti (puntini di riporto) corrispondenti esattamente a quelli del cartone del Museo Condè di Chantilly, attribuito ufficialmente allo stesso Leonardo e al suo atelier».
Gli esami scientifici in questione sono stati condotti con i raggi infrarossi – ha spiegato Seracini – stessa tecnica usata per le ricerche nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze che hanno portato a individuare la “Battaglia di Anghiari” sempre di Leonardo.
L’Ing. Saracini con i suoi test HiTech è andato a individuare i punti di “attacco” tra il cartone preparatorio e la tela, seguendo le tracce lasciate dalla cosiddetta tecnica dello ”spolvero” con cui si usava carbone in polvere per marcare, foro dopo foro, il profilo della figura (testa, spalle, busto).
In base alle linee ottenute si riportava dal cartone  sulla tela il dipinto definitivo.
Il carbone, come i forellini, lasciano labili tracce sulla tela ma una ricerca tecnologica adeguata può farle scoprire.
I riferimenti individuati hanno quindi rivelato l’esatta coincidenza dei cosiddetti “punti di contatto” ovvero una sorta di “copia e incolla” tra il cartone preparatorio e la tela su cui realizzare il dipinto: «la corrispondenza dei fori di riporto tra il dipinto custodito a Vinci e il cartone presente a Chantilly sembra molto esatta, tanto da poter incoraggiare quasi senza ombra di dubbio l’attribuzione dell’opera alla scuola di Leonardo, se non addirittura a lui medesimo. Ma a quale artista sia poi da attribuire quel cartone non spetta dirlo all’indagine scientifica», ha comunque precisato Seracini che continuerà a realizzare ulteriori esami e approfondimenti.
Ma di tutto ciò, quel che resta alla fine è la incredibile somiglianza, specie nelle fattezze e nella postura … fra la Gioconda vestita e quella nuda, sembrando, quest’ultima, la prima con lo sguardo più “imbarazzato” (come testimonia anche il rossore sul volto) proprio perché adesso è senza abiti…

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Pino De Nicola
Mi chiamo Giuseppe De Nicola (per gli amici "Pino") e sono un ingegnere. Nella mia vita, lavorativa e non, ho avuto molte esperienze e tutte mi hanno convinto di due cose semplici: “da soli non si va da nessuna parte” e “non aspettare che gli altri facciano per te… anzi”. Proprio da queste convinzioni nasce (anche e non solo) “SCREPmagazine”, un luogo virtuale in cui ci si ritrova per stare insieme e per condividere passioni, di qualsiasi genere ma tutte legate sempre e comunque dal “filo rosso” del rispetto, della collaborazione, della cultura, del "mettersi in gioco" e del talento…

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