Dall’incontro “Dieta Giapponese e prevenzione oncologica” organizzato oggi a Roma, emerge che la dieta del Sol Levante può essere una validissima alternativa a quella mediterranea in termini di benefici alla salute.

Tra i principali effetti positivi, una più alta aspettativa di vita e la riduzione di malattie cardiovascolari, diabete e cancro.

Al fianco della rinomata e apprezzata Dieta Mediterranea, sta crescendo una maggiore attenzione verso la cucina dell’Estremo Oriente.

Nonostante si differenzino per gli alimenti e i metodi di preparazione, dieta mediterranea e giapponese condividono molti dei nutrienti necessari per una vita lunga e sana.

Entrambe sono considerate da numerosi studi le forme di alimentazione più sane; dal 2014 sono poi state riconosciute patrimonio immateriale dell’umanità dall’Unesco.

Anche il tumore alla prostata, avrebbe un’incidenza maggiore nei Paesi dell’Occidente, mentre in Giappone i numeri diminuiscono in modo sorprendente.

Uno studio pubblicato su “Biology and Reproduction” ha dimostrato i benefici della “dieta giapponese” nella prevenzione del cancro alla prostata, perché favorirebbe la produzione di una molecola chiamata Equol, prodotta dall’intestino quando digerisce la soia, che sarebbe in grado di bloccare l’azione di un ormone maschile, il DHT, che è collegato all’ipertrofia prostatica e al tumore.

Inoltre, alcuni studiosi consigliano la “dieta orientale“, povera di grassi, anche dopo l’accertamento del tumore, in quanto può influire anche sul decorso del tumore prostatico.

Anzitutto, la dieta giapponese è ricca di cibi come tofu, germogli di soia, caratterizzati da estrogeni deboli, cioè sostanze di derivazione naturale con una debole attività estrogeni.

Assumere dall’infanzia cibi con estrogeni deboli genera un’azione protettiva sul tumore della prostata.

Poi è molto povera di grassi saturi, che sono dannosi per l’organismo poiché innalzano i livelli del colesterolo, la cui alterazione può generare complicanze di tipo cardiovascolare.

Il pesce è naturale che sia un cibo salutare, poichè si tratta di proteine digeribili, senza grassi e ricche di Omega3.

La bassa incidenza di alcuni tipi di tumori nelle popolazioni orientali, in particolare nei giapponesi, secondo alcuni studi sarebbe da ricondurre al largo consumo di alghe.

Le donne giapponesi, per esempio, hanno nel sangue un livello di estrogeni più basso delle donne occidentali e ciò le protegge in parte dai tumori ormoni-dipendenti, come quello del seno e dell’endometrio.

Non solo: alcuni studi di laboratorio hanno dimostrato che estratti di alghe sono in grado di rallentare la crescita delle cellule cancerose.

La Dieta Mediterranea invece prevede l’uso di carne spesso piena di ormoni,  anche più volte la settimana.

Inoltre la presenza dei carboidrati non è salutare per il pancreas per cui con un bilancio, tra i due tipi di diete, si potrebbe arrivare ad un’alimentazione quasi perfetta con ulteriore prolungamento dell’esistenza, perchè la dieta giusta, può essere un deterrente per le malattie degenerative.

«Noi siamo quello che mangiamo»…

Angela Amendola 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui