
Non passo molto in cucina, solo il minimo indispensabile. Non sono una che compra libri di ricette che non prova a fare per mancanza di interesse, ma sono una ” buona forchetta, per mangiare qualcosa di particolare vado al ristorante. Ma da qualche mese seguo in televisione un programma dove si parla proprio di ricette .
Il programma è “La cucina delle monache”
E sinceramente, non mi aspettavo che un programma di cucina potesse toccarmi così profondamente. La cucina delle monache non è solo un viaggio tra ricette umbre e sapori antichi ma è un quasi una carezza all’anima.
Guardando Madre Noemi, Suor Debora, Suor Miriam e Suor Eleonora muoversi tra pentole e spezie, ho sentito qualcosa di raro: autenticità, quello che manca al giorno d’oggi. Perché ogni gesto, ogni parola, ogni piatto racconta una storia di fede, di rinuncia, ma anche di gioia. Le loro vite, così diverse dalla mia, mi hanno fatto riflettere su cosa significhi davvero “nutrire” non solo il corpo, ma anche lo spirito.
Le ricette sono semplici, ma cariche di significato. Mentre loro cucinano, parlano di Dio, di silenzio, di gratitudine. È come se ogni ingrediente messo nelle padelle fosse una preghiera.
Ma, quello che mi ha colpito di più è la pace che le suore trasmettono. In un mondo frenetico, rumoroso, spesso superficiale, “La cucina delle monache” è un rifugio. Mi ha fatto venire voglia di rallentare, di ascoltare e di riscoprire il valore delle piccole cose, come preparare un piatto.
Consiglio questo programma a chi cerca qualcosa di vero. Non serve essere credenti per apprezzarlo: basta avere il cuore aperto.
Guardando “La cucina delle monache” ,qualcosa dentro di me si è mosso. Non solo la bellezza delle ricette, non solo la dolcezza delle suore. Ma quel ritmo lento, quel modo di vivere che sembra andare controcorrente rispetto al nostro mondo così frenetico e vuoto di contenuti spirituali. Ma chi sono le quattro suore che cucinano?
Sono : Madre Noemi Scarpa è un ex promessa del basket, destinata alla Serie A .Ha scelto di diventare “atleta del Signore”; è la badessa del monastero .
Suor Debora Chinaglia è Architetto, ha lavorato in Cina e Australia.Ha lasciato una carriera brillante per cercare silenzio e pienezza spirituale .
Suor Miriam D’Agostino ha quattro lauree ma ha trovato il senso della vita nella parola del Signore .
Suor Eleonora Merlo è Psicologa, ed è la più giovane . Accoglie con cordialità chiunque bussi al monastero, è novizia ma già molto attiva nel convento.
Le suore vivono secondo la Regola di San Benedetto, fatta di preghiera, lavoro, silenzio e condivisione. Hanno trasformato la cucina del convento in uno spazio di accoglienza, spiritualità e creatività.
E ogni ricetta che propongono è un atto di amore, un modo per trasmettere valori e memoria.
E proprio loro mi hanno fatto venire voglia di andare lì, nel loro convento, tra le mura antiche di Bastia Umbra. Di respirare quell’aria che profuma di pane appena sfornato e di preghiera. Di ascoltare il silenzio, quello vero, quello che non fa paura ma che guarisce.
Sento il bisogno di allontanarmi un po’ dal rumore, dalle notifiche, dalle corse, dalle parole vuote. Di ritrovare il senso delle cose semplici: una tavola apparecchiata con amore, un orto curato con pazienza e una preghiera sussurrata all’alba.
Ho deciso che voglio andarci. Perché a volte, per ritrovare se stessi, bisogna entrare in una cucina silenziosa e lasciarsi nutrire non solo dal cibo, ma dalla pace.
Angela Amendola
