Junko Tabei: la prima donna a raggiungere la cima del Monte Everest

Junko era una donna straordinaria e visionaria, avanti decenni rispetto alla sua generazione in Giappone.

Sfidò gli uomini già nei anni ’60, quando in Giappone le dissero di “stare a casa e pulire la casa invece di scalare”, fondando nel 1969 il “Ladies Climbing Club”, il primo per le donne in Giappone, con lo slogan: “Andiamo in una spedizione all’estero da sole” .

Sfidò tutti gli stereotipi scalando l’Everest nel 1975 e nel 1992 completava i “Seven Summits” – le sette vette più alte dei sette continenti, entrambi come prima donna della storia umana e avrebbe continuato a scalare le montagne più alte in oltre 70 paesi. Ha continuato a scalare anche dopo che le è stato diagnosticato un cancro nel 2012 ed e’ morta quattro anni dopo, a 77 anni.
Per questo oggi Google ricorda questa straordinaria donna, ricca di coraggio che oggi avrebbe festeggiato il suo 80esimo compleanno.

Tabei nacque nel 1939 nella città di Miharu, nella provincia giapponese di Fukushima. Crebbe in una famiglia relativamente povera, condizionata dalla Seconda guerra mondiale, e molto numerosa: era la quinta figlia femmina e aveva due fratelli.
Cominciò ad appassionarsi di montagna e alpinismo quando aveva 10 anni, durante una gita scolastica. Da adolescente cominciò a fare diverse cose che erano poco accettate nella società giapponese di allora.

Studiò per diventare insegnate e si laureò in letteratura inglese a Tokyo, ma poi preferì abbandonare quella strada e fare tanti lavori diversi per potersi finanziare la sua passione, l’alpinismo.

Nel 1975, a 35 anni, Tabei completò la sua ascesa più importante, quella del Monte Everest. Le prime persone a raggiungere la vetta furono il neozelandese Edmund Hillary e il nepalese Tenzing Norgay, il 29 maggio 1953. Più di vent’anni dopo, Tabei seguì la stessa via di Hillary e divenne la prima donna a raggiungere la vetta. Ci arrivò accompagnata solo dal suo sherpa, perché dodici giorni prima una valanga aveva travolto il campo in cui si trovava il suo gruppo, lei stessa aveva perso coscienza per un breve periodo di tempo perché colpita.

Nel 1992 divenne la prima donna a scalare le “Seven Summits”: dopo l’Everest, infatti, raggiunse la cima del Kilimangiaro in Tanzania (1980), dell’Aconcagua in Argentina (1987), del McKinley (oggi conosciuto come Denali) in Alaska (1988), dell’Elbrus in Russia (nel 1989), del Vinson in Antartide (1991) e del Puncak Jaya in Indonesia (1992).

A partire dagli anni Duemila cominciò a occuparsi di temi ambientalisti. Si laureò all’Università Kyushu di Fukuoka.

Fino a 73 anni Tabei raggiunse ogni estate la vetta del Monte Fuji, 3776 metri, accompagnando classi del liceo e altri studenti della sua città natale, gravemente colpita dal terremoto e dallo tsunami del 2011. Tabei era sposata e aveva due figli, una femmina, Noriko, e un maschio, Shinya. Certo è che ora le donne si stanno emancipando e molte lo sono già, abbiamo politici giapponesi donne ,capi di azienda donne ,inutile dire che le donne di oggi son ben diverse. Sicuramente al pari del uomo colte ed emancipate, pronte a non farsi schiacciare da una tradizione che le inchiodava alle mura di casa e Junko ha precorso i tempi.

Angela Amendola

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