EMERGENZE SONORE

“L’unico pericolo che senti veramente

È quello di non riuscire più a sentire niente

Il battito di un cuore dentro al petto

La passione che fa crescere un progetto

L’appetito la sete l’evoluzione in atto

L’energia che si scatena in un contatto…”

Da un album del 2007 che è davvero molto bello, che danza tra il gioioso ed il profondo, “Safari “, vi propongo questa perla… “Fango”.

Dedicata al fratello scomparso qualche mese prima per un incidente in elicottero (il cielo che si fonde con il fango) a cui Lorenzo era molto legato, ha un testo considerato tra i migliori di sempre (riconosciuto anche dal premio Mogol) della nostra musica… incisivo, riflessivo, profondo come pochi altri. Ascoltatelo e leggetelo con attenzione… è uno scrigno di riflessioni e di bellezza che avvolge e ci fa sentire meno soli.

FANGO – Jovanotti

Io lo so che non sono solo

Anche quando sono solo

Io lo so che non sono solo

Io lo so che non sono solo

Anche quando sono solo

Sotto un cielo di stelle e di satelliti

Tra I colpevoli le vittime e I superstiti

Un cane abbaia alla luna

Un uomo guarda la sua mano

Sembra quella di suo padre

Quando da bambino

Lo prendeva come niente e lo sollevava su

Era bello il panorama visto dall’alto

Si gettava sulle cose prima del pensiero

La sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero

Ora la città è un film straniero senza sottotitoli

Le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli

Il ghiaccio sulle cose

La tele dice che le strade son pericolose

Ma l’unico pericolo che sento veramente

È quello di non riuscire più a sentire niente

Il profumo dei fiori l’odore della città

Il suono dei motorini il sapore della pizza

Le lacrime di una mamma le idee di uno studente

Gli incroci possibili in una piazza

Di stare con le antenne alzate verso il cielo

Io lo so che non sono solo

Io lo so che non sono solo

Anche quando sono solo

Io lo so che non sono solo

E rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

Io lo so che non sono solo

Anche quando sono solo

Io lo so che non sono solo

E rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

La città un film straniero senza sottotitoli

Una pentola che cuoce pezzi di dialoghi

Come stai quanto costa che ore sono

Che succede che si dice chi ci crede

E allora ci si vede

Ci si sente soli dalla parte del bersaglio

E diventi un appestato quando fai uno sbaglio

Un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te

Ma ti guardi intorno e invece non c’è niente

Un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che

Hanno ancora il coraggio di innamorarsi

E una musica che pompa sangue nelle vene

E che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi

Smettere di lamentarsi

Che l’unico pericolo che senti veramente

È quello di non riuscire più a sentire niente

Di non riuscire più a sentire niente

Il battito di un cuore dentro al petto

La passione che fa crescere un progetto

L’appetito la sete l’evoluzione in atto

L’energia che si scatena in un contatto

Io lo so che non sono solo

Anche quando sono solo

Io lo so che non sono solo

E rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

Io lo so che non sono solo

Anche quando sono solo

Io lo so che non sono solo

E rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

E mi fondo con il cielo e con il fango

E mi fondo con il cielo e con il fango

https://www.youtube.com/watch?v=0a4lbYRhpQs&feature=youtu.be&fbclid=IwAR0XpcCji_-wTJfVPuVsvwXqBnGT_onGZ_hPMkfI3J0XPF5gza-suLhvlI8

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Rocco De Nicola
Sono avvocato, ho ventisettenne anni e vivo a Milano dove mi occupo quotidianamente di banche e finanza. Appena posso cerco di “evadere dalla metropoli” per dedicarmi alle mie passioni: la storia, l’arte e le tradizioni locali incluse, ovviamente, quelle enogastronomiche. Amo viaggiare, cucinare e la musica. Mi definisco, in due parole, una persona curiosa e sperimentatrice. Su SCREPmagazine cercherò di condividere “le mie avventure in giro per l’Italia e non solo”, alla ricerca di nuovi scenari, suoni, colori e sapori.

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