Jean AUGUSTE DOMINIQUE INGRES (Montauban 1780 – Parigi 1867).

La grande Odalisca 1814 – olio su tela, cm 91 × 162.

“La grande Odalisca” fu commissionata nel 1814 a Jean-Auguste-Dominique Ingres dalla sorella di Napoleone Bonaparte, Carolina.

Sbalordire non è mai abbastanza per un artista. Sono la persuasione e la capacità di penetrazione nell’osservatore che rendono un’opera eterna.
Jean-Auguste-Dominique Ingres, il maestro del Neoclassicismo francese, lo sapeva bene: basta pensare allo sguardo enigmatico e alla sensualità della sua “Grande odalisca”.

Eppure non gli fu facile ottenere il consenso dei suoi contemporanei. Aspre furono le critiche al suo capolavoro. Infatti, questo dipinto è stato al tempo stesso molto amato e fonte di discussioni. In una prima fase, gli unici ad apprezzare il suo lavoro erano gli iniziatori del Romanticismo.

Osserviamo il dipinto:

Il dipinto raffigura un’odalisca in un harem nell’atto di agitare un ventaglio di piume di pavone. La donna è adagiata languidamente su un letto di stoffa azzurra, ove sono appoggiati una pelliccia bruna, un cuscino, una coperta gialla, un lenzuolo bianco e dei gioielli; all’estrema destra, vi sono invece un bruciaprofumi e una lunga pipa. Se si esclude il suo turbante, l’odalisca ritratta è completamente nuda e voltata di schiena, e descrive con il proprio corpo una flessuosa mezzaluna rosata; viene ripresa nel momento stesso in cui ruota la testa per osservare lo spettatore. La pelle della figura femminile risalta dal fondo scurissimo della stanza, parzialmente coperto da una tenda azzurra ricamata che tuttavia lascia intravedere il muro di fondo e due grandi bauli.
L’opera segue i principi della pittura Neoclassica, e quelli del Manierismo, come dimostrano le dimensioni volutamente sproporzionate del soggetto: la celebrità del quadro dipende sì dalla sua bellezza formale… ma anche dalle pesanti correzioni all’anatomia fatte dal pittore….il seno destro non potrebbe, in natura, stare sotto l’ascella per pura e semplice legge di gravità…e la schiena è lunga in modo abnorme…si nota subito e se vedessimo la fanciulla in piedi sarebbe orribile da osservare. Le sue anche sono infatti troppo grandi mentre il collo è estremamente lungo. La lunghezza del suo corpo, dovuta all’aggiunta di tre vertebre, rende la figura più voluttuosa ma anche più sensuale. Il pittore fu ispirato da Raffaello Sanzio e La grande Odalisca segnò il primo avvicinamento del pittore al Romanticismo, dal quale riprese anche il gusto per l’esotico.

In pittura non esiste la parola fine…
Si racconta che Ingres, un anno prima di morire, e aveva già ottantasei anni, si disponeva a copiare un particolare di Giotto.
Qualcuno gli domandò perchè lo facesse, e Ingres rispose: ”Per imparare”…

Bruno Vergani

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