JACKSON POLLOCK
“Pali blu”

Jackson Pollock, pittore americano nato nel 1912 e morto nel 1956, è considerato il massimo esponente dell’ “action painting”.

Iniziò gli studi al “Manual Arts High School” di Los Angeles, ma fu espulso per indisciplina.

Nel 1929 si trasferì a New York, diventando allievo del pittore Thomas Hart Benton.

L’anno dopo si sposò e, con l’aiuto della moglie, acquistò una casa in legno con annesso fienile a Springs Long Island, che trasformò in un laboratorio nel quale perfezionò il “dripping”, la sua tecnica di pittura spontanea con cui schizzava e colava il colore direttamente sulla tela, distaccandosi completamente dall’arte figurativa ed andando contro la tradizione di usare pennello e cavalletto.

“PALI BLU”

Nel celebre “Pali blu“, realizzato nel 1953, si ha un’idea più precisa di cosa sia veramente il “dripping” (che in inglese significa “sgocciolatura“).

Lavorando intorno alla tela disposta per terra, Pollock la prepara schizzandola inizialmente con batuffoli di cotone, con pennelli da verniciatore e con pezzi di legno.

A questo punto, utilizzando smalti sintetici, vi cola sopra fili sottili di colore rosso, giallo e argento che a seconda del movimento della mano, si distribuiscono creando zone di maggiore o minore concentrazione.

Quel che nasce è un caotico labirinto di segni e colori all’interno dei quali è lecito che ciascuno immagini ciò che vuole.

I pali blu del titolo, che sembrano alberi, corrispondono ai segmenti inclinati che percorrono orizzontalmente l’intero dipinto.

E’ la testimonianza dell’intimo tormento di Pollock che amava ripetere:<<ogni buon artista dipinge solo ciò che è >>.

La sua è un’arte fisica, non concettuale, in cui la forza primitiva e creatrice, si espande nelle mani dell’artista per poi esprimersi sulla tela.

Attraverso questa energia fisica che ha ispirato migliaia di artisti dell’Action painting, si esprime tutta la sua arte.

Interessante inoltre nell’opera di Jackson Pollock, è lo studio della sua miscela creativa.

L’intento era, attraverso l’opera, di tornare all’origine della sua creazione, al fine di comprendere quel momento, in cui da uno spasimo nasce l’idea e poi giunge il caos che sulla tela diventa un dipinto.

Pollock attraverso la pittura esprime i suoi pensieri più intimi.

Per finire:

Gli ultimi due anni della vita e della carriera di Jackson Pollock, periodo in cui gli è accanto la moglie Lee Krasner (anche lei affermata pittrice e la comune passione per l’arte cementa il loro amore) Pollock li vive in crisi,  depresso, sbronzo e anche uso a tradimenti con altre donne.

Nonostante il successo raggiunto, Pollock era in preda a tali tormenti che lo spinsero a cercare rifugio nell’alcol.

L’11 agosto 1956, a 44 anni, con gravi e vecchi problemi di alcolismo, perse la vita in un incidente stradale, causato dal suo stato di ebbrezza.

Quando una giornalista americana, stupita dalle sue performance, chiese a Pollock: “Come fa a capire quando ha finito un lavoro?”, il pittore rispose: “Lei come fa a capire quando ha finito di fare l’amore?”…

Bruno Vergani

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