Ci siamo, stasera parte il Festival di Sanremo.

E come ogni anno, già da settimane fioccano indiscrezioni e pettegolezzi.

Momento giusto per ricordare le fiction Rai sui grandi della musica italiana.

Dopo Fabrizio De Andrè e Modugno sarà il turno, la prossima settimana, di Mia Martini, una delle voci più belle della musica italiana, interprete di successi come “Minuetto”, “Piccolo Uomo” e “Almeno tu nell’universo”.

Nonostante inizialmente il titolo stabilito per la fiction fosse “Mimì”, è stato modificato in “Io Sono Mia“.

La fiction ripercorre la carriera di Mia Martini, artista unica che ha lasciato il segno nella storia della musica del nostro Paese e una donna che ha conosciuto, raccontato l’amore e ha sofferto.

Così “Io sono Mia” racconta gli inizi complessi, il rapporto con il padre che le ha messo i bastoni tra le ruote, costretta a scappare di casa per essere libera di seguire la sua passione, il canto.

Nel 1974 viene considerata cantante dell’anno dalla critica europea, in occasione del fatto che i suoi dischi vengono venduti in più Paesi del mondo.

Nel panorama musicale francese viene paragonata a Edith Piaf.

Arrivando poi al capitolo fondamentale dell’esistenza di tutte le donne, una storia d’amore che non va a buon fine e che la travolge, definendo per sempre il suo essere.

Mia Martini vive alti e bassi nella sua carriera, un marchio infamante le si attacca addosso e la conduce verso il buio della depressione, ma la forza di questa donna sta anche nel fatto che ha saputo rialzarsi.

Le cattiverie e le dicerie sul conto di Mimì, nonostante fossero passati tanti anni in cui la Martini aveva sofferto in silenzio le più meschine perfidie da parte dell’ambiente discografico, non si erano placate.

Anche in quell’occasione sanremese dell’89 pare ci siano state pressioni da parte dei discografici verso Aragozzini al fine di non prendere nemmeno in considerazione la candidatura di Mimì, arrivando addirittura a minacciare il ritiro dei propri artisti.

Queste “stranissime persone, sono da definire così, in preda alla più sconvolgente ignoranza, temevano che la presenza di Mia Martini potesse provocare l’insuccesso della manifestazione, influenzare negativamente l’interpretazione degli altri artisti per i quali temevano anche della loro incolumità fisica.

La canzone in questione era “Almeno tu nell’universo”, un capolavoro scritto da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio, tenuto nel cassetto per anni.

Ci volle l’interessamento dell’amico Renato Zero, che secondo alcune dichiarazioni rilasciate anni fa a Vincenzo Mollica, raccontò che fece quasi da garante e firmò un documento in cui lo stesso Zero si assumeva ogni responsabilità su ciò che di spiacevole sarebbe potuto accadere durante l’esibizione di Mimì sul palco dell’Ariston.

Un contratto che Aragozzini ha poi smentito, definendo il Re dei Sorcini un uomo molto fantasioso.

Ma la storia raccontata da Zero, appare molto verosimile vista l’infinita cattiveria usata in quegli anni verso Mimì.

Da amico fraterno, non risulta chiaro il motivo per il quale Renato Zero avrebbe dovuto inventare un episodio così increscioso e vergognoso che difficilmente può essere immaginato come frutto della fantasia dell’artista romano.

“Almeno tu nell’universo”, da quel momento, divenne una vera e propria pagina di storia della musica italiana.

Un pezzo che ha avuto negli anni un enorme riscontro di vendite e apprezzamenti.

In quegli anni Mimì, aveva ritrovato un rapporto con il padre e sembrava avesse superato quel lungo periodo buio della sua vita ma il 14 maggio 1995 fu trovata morta a casa sua.

La storia di Mia ci racconta il pregiudizio,l’esclusione e le ferite alle quali l’artista ha risposto con la sua forza. Per la Rai è una storia perfetta.

Un racconto popolare, una vicenda che ci racconta l’esclusione e la violenza su una donna.
Angela Amendola

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