Fino a un paio di settimane fa chi immaginava l’avventura che avremo vissuto a casa mia…

Se n’è parlato per mesi, precisamente per 10 mesi è stato il solo argomento di cui si discuteva a tavola, in macchina, con gli amici, argomento che sembrava però essere un pò distante da noi.

Eppure eccomi qua, anche io preda del famigerato virus che ha mandato gambe per aria il mondo intero.

Ma al contrario di molte persone, io non ho avvertito l’attimo esatto in cui il covid19 mi ha “fatta sua”, perchè c’è chi racconta il preciso istante in cui ha avvertito il virus prendere possesso del suo corpo; io no!

È stato molto silenzioso il suo arrivo nella mia vita, anche se me lo aspettavo, era inevitabile che succedesse visto l’esponenziale aumento dei casi in città.

La formula matrimoniale che il prete legge sull’altare è: “in salute e in malattia” ma non si è parlato all’epoca del mio matrimonio avvenuto nell’84, di covid e pandemia, con relativo virus sconosciuto.

E sì miei cari, il covid 19, è stato il regalo natalizio di mio marito, altro che bracciale Pandora o Miluna, è così che è entrato a casa mia il famigerato esserino che cerca un suo posto nel mondo tra i suoi simili già presenti sulla terra da millenni.

Ma torniamo indietro di poco più di due settimane quando il virus girava da mesi negli uffici del tribunale cittadino dove mio marito lavora da ben 34 lunghi anni; ci sono stati dei casi ma invece di chiudere gli uffici e far “tamponare tutti”, si procedeva ogni due giorni a sanificazioni.

E ciò non ha impedito che il covid 19, arrivasse da gente esterna che si reca ogni giorno in quegli uffici.

È quello che è successo quel famigerato giovedì 5 novembre.

Come ci siamo accorti del “patatrac” che sarebbe poi successo?

Dopo i primi sintomi di mio marito, corsa in farmacia a comprare il test rapido, risultato negativo tra l’altro (🤔) poi escalation di febbre e sintomi vari.

Cosa si fa in questi casi?

Si chiama l’ASP che non risponde, si chiama il medico di base che tempestivamente ha dato cure per bloccare subito il virus, senza indicare ad esempio come trovare qualcuno che venisse a fare le punture a domicilio.

Quindi noi due, “mimì e cocó” abbiamo appreso come fare le punture, dopo aver visto un video sul web e sì abbiamo anche rischiato non lo nego.

Ma questa è la minore delle assurdità vissuta in questo momento.

Il covid 19, se non si ha una certa età e non si hanno gravi patologie si supera perfettamente, curandosi a casa e restando in quarantena come sta succedendo a noi.

La cosa che mi indigna è il menefreghismo che ruota attorno a chi si ammala, chiami gli organi preposti e nessuno risponde, devi solo stare a casa e non infettare,  stai lì ma non ti azzardare ad uscire se non in fin di vita.

Il nostro comune non ha fatto nessuna normativa e mi chiedo chi ha il covid deve stare anche con la spazzatura in casa per settimane?

E no, io mi ribello e vado a buttarla normalmente.

Tu ASP non rispondi per il tampone?

Io vado a farlo a pagamento e poi il tuo quando verrà fatto, sarà quello ufficiale ma nel contempo io sarò negativa da settimane.

Il covid non è letale per tutti fortunatamente se non si hanno malattie serie, ma è l’isolamento in cui ti pone ad essere più che letale.

Ci sono organi preposti che vengono a casa e ti aiutano a pulire o disinfettare?

No!

C’è chi viene porta a porta e si prende i tuoi rifiuti?

No!

C’è chi ti chiede se ti serve qualcosa?

A parte i parenti nessuno.

Perchè il covid 19, è stato presentato come la nuova peste e quando si contrae non si è vittime, ma si viene visti solo come untori.

Eppure questo esserino malefico, a parte qualche linea di febbre, un pò di tosse e la perdita del gusto per 3 giorni non ha causato granché in me, anzi una nota positiva l’ho trovata, ho perso in una settimana 3kg 😎.

No, non ho fatto dirette come tanti vip, non ho pianto come ha fatto la Pellegrini per 37.5 di febbre, non ho fatto annunci su Instagram come molte influencer e blogger o vip, vi ho risparmiato.

Anzi, ho avuto un altro effetto positivo in quest’avventura così strana, é aver visto finalmente molti con occhi diversi.

E nessuno ne viene fuori bene. Anzi!

Il covid 19 a molti ha provocato una semplice sindrome influenzale, ma li pone nei confronti del mondo circostante in una condizione di “appestati e appestatori”.

Ho avuto nei miei 57 anni bronchiti, influenze e tonsilliti ben più brutte del Covid-19. Fortuna?

Non credo sia stata solo quella, sarà la mia salute non proprio da buttare, le cure forti e tempestive che hanno bloccato e circoscritto il virus.

Da un anno si assiste al bombardamento terroristico dagli organi di stampa e televisivi con un virus sì sconosciuto, ma meno letale di semplici polmoniti, influenze stagionali o tumori.

Ma come sempre l’Italia annaspa, con un Governo che fin dall’inizio ha fatto una cattiva gestione di ciò che girava intorno al virus, a monte con le mascherine non a norma, con la cura del plasma che era invece da continuare ed ora coi vaccini.

Appena sarò completamente negativa darò il plasma, perchè più che ai vaccini, io darei spazio alla ricerca delle cure.

L’effetto del vaccino che faremo durerà pochi mesi, e quindi ogni anno dovremo rifarlo, ma per ricominciare a vivere come prima va bene farne anche uno al mese coi pro e i contro.

Non possiamo vivere ancora in un tempo sospeso, abbiamo bisogno di stare con i nostri cari, di uscire, di passeggiare, di recarci ad un cinema.

E per limitare la situazione di disagio sociale in cui si trova chi contrae il covid, le istituzioni devono provvedere a fatti e non a parole.

Facile fare la “finta conta” in città, giornaliera dei tamponi positivi, bisogna invece fare fatti, controlli medici (perchè non tutti i medici di base vanno a domicilio), e non tutte le famiglie hanno la fortuna di avere frighi e congelatori pieni (io ho anche il tartufo di Pizzo non mi sono privata di nulla), ma c’è tanta gente che non ha da mangiare non potendo uscire per fare la spesa.

Il virus è quello che è, ma questa società è peggio.

Poche parole, meno tamponi falsati perchè resi noti dopo le guarigioni e più aiuti verso chi vive questa strana situazione.

E guardate oltre la vostra misera paura. Pensate a chi è solo, a chi è disperato senza nessuno che allunga la mano per portare un panino.

Andate oltre la vostra miseria!!! 

Angela Amendola 

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