Il valzer delle desinenze 🙂

Non so perché quando mi capita di leggere o ascoltare l’uso della declinazione al femminile di certe cariche o titoli professionali ( la ministra, la sindaca, la cancelliera ecc… ), ho un attimo di esitazione.
Perchè questa situazione mi coglie sempre impreparata, nonostante capiti spesso di imbattersi in essa nel linguaggio parlato?
La verità è che non la gradisco per due motivazioni: mi sembra abbia un tono ironico e , indubbiamente, appare musicalmente stonata, non in armonia con la finezza del nostro idioma.
Ma quale potrebbe essere la ragione di un uso così frequente di tale atteggiamento linguistico?
Forse tutto rimanda alla emancipazione femminile, alle sue mutate condizioni sociali, al suo desiderio di prendersi le tanto attese libertà, diciamo impropriamente, anche linguistiche, ovvero affermarsi, liberandosi di quell’ombra fortemente penalizzante di un genere maschile che non le dà evidenza e modo di esprimersi in pienezza : una sorta di emancipazione grammaticale!
Ma la donna avverte davvero questa necessità?
Il linguaggio può essere di ausilio per valorizzare la figura femminile?
Non credo proprio che tali accorgimenti linguistici , assieme ad altri atteggiamenti pseudo mascolini, servano alle ragioni femminili per dimostrare quanto una donna possa valere…

Le donne devono sempre ricordarsi
di cosa sono capaci…
(Virginia Woolf)

Piera Messinese

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Piera Messinese
Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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