Oggi 30 Settembre 2019, compie 69 anni il grande Renato Zero.

Renato Fiacchini, in arte Renato Zero, nasce a Roma sotto il segno della bilancia.

Il giovane Renato passa la sua infanzia in Via di Ripetta, per poi spostarsi nel quartiere della Montagnola.

Conseguita la licenza media, Renato decide d’iscriversi all’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione.

Carriera scolastica sufficentemente stabile, non sarà il suo rendimento a portare l’allontanamento dai banchi di scuola, ma la sua passione per la musica.

L’esordio canoro avviene nel 1968.

Renato si esibisce infatti in un festival locale, al fianco di future stelle come Loredana Bertè.

La nascita del personaggio di Renato Zero, quello follemente ambiguo che lo renderà celebre in tutto il Mondo, avviene però successivamente solo con Zerofobia.

I brani del disco sono trasgressivi.

Si comincia anche a creare così una fascia di fedelissimi prima chiamata “zerofolli“, poi “sorcini” che sostengono e ammirano il singolare cantante.

I suoi testi sono davvero conosciuti in tutto il mondo, Renato Zero è un fenomeno inarrestabile, che non conosce tempo, non invecchia mai e questo si evince dal fatto che pure le generazioni più piccole cantano “Il triangolo“, “Mi vendo“, “Cercami” solo per citare alcuni brani fra i più celebri.

Di Renato Zero penso due cose.

La prima è che è grande, un artista immenso.

La seconda è che il Renato Zero odierno non è all’altezza di quello degli anni precedenti.

Sono fiera di di essere una sorcina da ben 41 anni, fui folgorata da questo strano personaggio quando di anni ne avevo 15.

Per le emozioni che ha in me suscitato mi prendo volentieri anche della vecchia “pantegana” come dicono a Roma.

Ma da vera sorcina non posso non esprimere un giudizio su di lui.

Mi manca il Renato Zero che ascoltavo da ragazza, mi manca la fantasia di chi sapeva raccontare la realtà anche non bella nelle sue canzoni.

Dopo capolavori come Inventi (1974), Mi Vendo (1977), Morire Qui (1977), Il Cielo (1977), Triangolo (1978), Il Carrozzone (1978), Baratto (1979), Amico (1980), Potrebbe essere Dio (1980), Spiagge (1983), Spalle al Muro (1991), Nei giardini che nessuno sa (1994), I migliori anni della nostra vita (1995), Cercami (1998), La pace sia con te (1998), Figaro (1998), dopo gli anni 2000, di quella poesia musicata ne ho vista poca.

Vorrei il Renato di prima, vorrei che nuovamente parlasse a tutti…
Quante volte abbiamo cantato “Più su”, senza che avessimo consapevolezza di un testo così spirituale, brano in cui Renato dialoga con Dio:

E poi più in alto, e ancora su fino a sfiorare Dio e gli domando io: Signore, perché mi trovo qui se non conosco amore?

Non tutti sanno che nelle prime ore di vita il piccolo Renato corse un grave pericolo di vita subito dopo la nascita, per una severa forma di anemia, pericolo scongiurato grazie ad un frate che gli donò prontamente il sangue per la trasfusione salvandolo.

Galeotta fu allora la trasfusione che insieme ai globuli rossi passò le prime molecole di fede? Renato Zero è un cantante molto credente.

In molte canzoni, infatti, troviamo molti riferimenti alla fede.

Gli Angeli sono tra noi, magari camuffati da gente comune, ma ci sono, come in quello splendido film in bianco e nero “Il cielo sopra Berlino“.

A volte si perdono di vista, e allora, immancabilmente, sbagli!…

Ognuno di noi ha bisogno di un Angelo.

E aggiungo che dentro di noi c’è sempre, magari segretamente, un Angelo che ci guida quando aiutiamo gli altri.

Qualche volta cade, si sporca, si ferisce. Ma poi ti torna dentro. In fondo, siamo terrestri solo per un po’! (2001)

Ho ringraziato Dio «per non essersi mai dimenticato di me». (2009)

C’è un sole che non vedi, lui ti parla e tu gli credi. È questa la fede. (2009)

Renato Zero negli anni e nelle canzoni ha fatto anche riferimento ai figli. Argomento molto delicato in un’epoca in cui si ha sempre più a che fare con casi di aborti.

Un peccato secondo lui gravissimo, di cui ancora in molti si macchiano. Ridatemi il Renato che con trucco e parrucco dava lezioni di spiritualità non dimenticando però di strizzare l’occhio all’anticonformismo, quello del “Triangolo” per intenderci.

Angela Amendola 

https://www.youtube.com/watch?v=x-W-GKL9Se0

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