ScrepMagazine

“Il Principe” di Maria Cristina Adragna

Vieni da me.

Ti aspetto accovacciato sulla terza ninfea dell’ultima fila.

Ma mi raccomando, amore mio, abbi cura di giungere dalla parte sinistra del lago.

L’ultima fila è, ahimè, composta da quattro belle e rigogliose piante galleggianti e temo che altre direzioni potrebbero mostrarsi complici del rischio di non trovarmi per un soffio.

Gli anfibi sono tutti uguali all’apparenza: gracidano per noia ed insofferenza ed hanno sentito dire che potrebbero vivere ugualmente
sulla terra ferma.

Ma non saprebbero per cosa gracidare, soli e lontani dal lago.

Vieni a prendermi anche solo per un’ora: spiegami di cosa sanno i verdi campi, come verseggia la campagna, di che smania inquieta sono preda gli stormi frenetici.

E se la mia compagnia dovesse giovare al tuo buon cuore, accetta di non riaccompagnarmi alla casa umida che taglia le speranze a metà, ma scegli finalmente di vivere dalla parte opposta dei condizionamenti, di un’apparenza menzognera e vile che allontana ogni momento dai rarissimi lampi di felicità… 

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