Numerose realtà dove possono accedere solo donne (coworking, palestre e social network) dimostrano che stare tra donne fa bene all’umore e alla carriera.
Per questo da anni si è registrato un boom di ginecei, di coworking tinti di rosa, di club femminili e di palestre per sole donne.
Il fenomeno è sorto con tante piccole realtà di dimensioni più che altro amicali, fatte di appunto di amiche freelance che condividono un ufficio affittando assieme uno spazio o semplicemente sistemandosi nella cucina di qualcuna con postazioni improvvisate ma super funzionali.
La cosa si è sviluppata tanto che, si sono creati molti coworking in cui può entrare chiunque abbia un solo requisito: essere donna.
È quindi chiaro che le donne meritano un posto tutto loro in cui potere non solo lavorare ma anche fare networking, scambiarsi idee e avere uno spazio accogliente e stimolante dove trovarsi, con tutte quelle comodità che lo rendono un posto piacevole.
La cosa che più ci piace di questa realtà  è che non rivendica la parità tra uomo e donna ma, al contrario, sostiene che la differenza delle donne c’è eccome!


Seguendo quest’idea di creare un posto in cui le donne possono passare del tempo tra di loro, sono sorte palestre solo per coloro che preferiscono non mostrarsi arrossata, affaticata e pezzata a indiscreti sguardi maschili. Inoltre una rete fittissima di palestre muliebri presenti in ogni provincia è Curves, pensata per fare stare a proprio agio le donne vere: curvy, over 60.
Tra i tanti Social Network pensati e creati per interconnettere le donne  è Pinktrotters
Si tratta di una specie di Tripadvisor al femminile nato dall’intuizione della manager italiana Eliana Salvi.
La mission di Pinktrotters è quella di «Dare alle donne l’opportunità di trovare un network di avere amiche presenti e pronte a offrire consigli di città in città», come dichiara la fondatrice.
Oltre ai viaggi in rosa, questo Social aggiorna le proprie utenti anche riguardo tutti gli eventi possibili e immaginabili, sempre rigorosamente declinati al femminile

Come per ogni fenomeno che si rispetti, c’è sempre un rovescio della medaglia.

Sono sempre di più le donne al potere che tentano di ostacolare le colleghe, mettendo i bastoni tra le ruote alle dipendenti femmine e, nei casi più estremi, mobbizzandole.
Secondo la teoria, dell’APE REGINA le donne che riescono a raggiungere posizioni di rilievo in contesti lavorativi fortemente maschili risultano incoraggiate più di altre ad essere aggressive per conservare il proprio ruolo.

Dunque, la competitività spietata tra donne in alcuni casi sarebbe dovuta all’influenza dell’ambiente più che ad una reale disposizione d’animo delle stesse.
C’è un’altra realtà da evidenziare, e cioè che il più delle volte l’assegnazione di un ruolo di leadership si accompagna ad enormi difficoltà organizzative, crisi o forti cambiamenti nelle politiche aziendali.
Le donne si fanno quindi carico dell’ingrato compito di traghettare team a volte molto ampi verso una non ben nota meta, con l’handicap di esser donne e di dover quindi dimostrare di saper far tutto e bene.

Non si può escludere che far ciò comporti il sacrificio dell’empatia e della solidarietà verso colleghe donne e uomini.

In molti casi la donna è costretta a mettere da parte la sana solidarietà per far fronte a ruoli che escludono l’empatia e evidenziano la competizione per raggiungere obbiettivi molto alti.

Ma al di fuori del lavoro le donne hanno una marcia in più, la solidarietà che da sempre le unisce

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Maria Grazia Del Franco
Sono nata a Napoli. Laureata in lettere moderne, ho coltivato fin da ragazza la passione per la scrittura, sempre con un occhio attento agli episodi che si verificavano nella società. Spinta da un amico d’infanzia, ho iniziato a scrivere, partecipato e vinto vari premi letterari con alcune poesie (“a mia madre” e “l’ultimo desiderio”). Sono socia di “Accademia Edizioni ed Eventi”, gruppo di autori ed artisti che con certosina pazienza, danno spazio alla cultura, organizzando anche eventi e contribuendo alla diffusione dell'arte e del talento. Collaboro alla rivista SCREPmagazine con la rubrica ”LEGGIAMO INSIEME”...e non solo...

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