12 settembre 1979
Mennea corre i 200 metri a Città del Messico in un tempo da record, 19 secondi e 72 centesimi…

Sono trascorsi quarant’anni, ma sembra che il tempo non sia passato affatto.
Oggi è il giorno del campione e velocista barlettano Pietro Mennea, perché il 12 settembre del 1979, la “Freccia del Sud” corse i 200 metri a Città del Messico in un tempo da record, 19 e 72 appunto.
Quarant’anni dopo, nonostante quel primato sia stato superato, dopo essere stato fra i più inattaccabili dell’atletica, la grande impresa di Mennea viene ricordata in tutta Italia e non solo.
La sua non fu solo un’impresa sportiva, ma anche una poderosa vittoria civile e di riscatto del Sud.
Un’impresa voluta, cercata, pretesa con grande spirito di sacrificio, facendo leva su una volontà d’acciaio nonostante il suo fisico mingherlino e non possente.
Mennea conquistò il mondo intero con le sue gambe, senza doping o altre sostanze, con la genuinità della gente del Sud, pugliese in particolare.
Rigore e amore per lo sport che, quando smise di correre, portò tra i giovani, per spiegare loro che lo sport è sacrificio, è lealtà, perchè è un gioco dove non si può barare.

Il campione non è chi vince ad ogni costo.

Ecco perché oggi tutta l’Italia si è unita attorno all’impresa e al nome di Pietro Mennea per issare la bandiera delle sue enormi doti umane, della sua eccezionale tenacia.

Vincenzo Fiore

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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