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Il matrimonio in Turchia

Seguendo le serie turche, ho scoperto che il matrimonio, ha molte attinenze con quello che avveniva in Calabria (e in alcune zone è ancora così), dal fidanzamento alla cerimonia vera e propria.

Molte delle immagini, non sono facili da interpretare e per capire, almeno in parte, bisogna fare una ricerca.

Colpisce come, nella moderna Turchia, ancora sopravvivano alcune affascinanti tradizioni. È vivo, nelle giovani generazioni, il rispetto per le tradizioni, perché significa rispetto profondo per i genitori.

È chiaro che ciò che dirò è valido per linee generali, anche perché ogni regione ha le sue tradizioni che possono essere diverse, l’una dall’altra.

È importante dire che il matrimonio turco non è la semplice unione tra due persone ma l’unione di due intere famiglie e, siccome la sposa porterà il cognome del marito, sarà lei a diventare parte della famiglia e non viceversa.

I suoceri diventeranno mamma e papà, rispettivamente “Anne e Baba”, cosa in comune con le regioni del sud Italia. Davvero difficile che i genitori del marito vengano chiamati per nome.

Prima di affrontare il matrimonio però, ci sono delle tappe fondamentali da rispettare.  Il Soz kesme, avviene quando i genitori vengono messi a conoscenza di questa relazione, il Nisan che è il fidanzamento vero e proprio, il Kma gecesi, la cerimonia dell’hennè e infine, il Dugun, il matrimonio.

Partiamo dal primo incontro tra i giovani che spesso viene organizzato dalle famiglie. Non è un obbligo, i ragazzi possono decidere liberamente ma perché l’incontro avvenga, i due devono essere persone irreprensibili, qualcuno a cui affidare il proprio figlio/a, senza alcun timore.

Avverrà in maniera semplice, un invito a casa per un caffè ma la ragazza, sarà osservata con la lente d’ingrandimento, sia dai probabili suoceri sia dal ragazzo.

Se i due giovani già hanno iniziato una frequentazione esterna, questo incontro è solo un modo per far conoscere le rispettive famiglie, sempre nel rispetto della tradizione.  Sarà la futura sposa a preparare il caffè.

Dovrà fare tutto da sola, per essere convincente, la madre non dovrà aiutarla in alcun modo. In questo modo,la ragazza, mostrerà capacità e grazia, nell’offrire il caffè ai suoi ospiti.

Il caffè va servito prima agli adulti e, in quest’occasione, lo sposo, si vedrà offrire un caffè “dolcificato” con il sale. Il sapore del caffè salato e orribile e il ragazzo, bevendolo, dimostrerà sopportazione e pazienza, nei confronti della sua sposa.

A questo punto, i genitori dello sposo, formalizzano la richiesta ma i genitori della sposa, si riserveranno di dare risposta più avanti, per non dare l’impressione di voler maritare la figlia a tutti i costi.

Se la ragazza non ha intenzione di maritarsi, allora i genitori di lei, risponderanno che la loro figlia non è pronta al matrimonio, così si leveranno dall’impiccio di dover fare troppe spiegazioni (da noi si diceva: non aju figghji i maritari, non ho figlie da sposare).

Se invece la ragazza è d’accordo, allora saranno le suocere a parlarne durante un incontro successivo. Se tutto va bene, si decide la data per ufficializzare il fidanzamento e tutto sarà a spese della famiglia della sposa. Spesso i fidanzamenti sono sfarzosi quanto i matrimoni.

È un modo per mostrare il benessere e l’amore nei confronti della figlia.

Il fidanzamento non deve durare a lungo, due mesi al massimo. Durante la festa di fidanzamento, spesso, si decide anche la data delle nozze.

È un aspetto molto importante che terrà a bada i pettegolezzi. I ragazzi si frequenteranno durante questo periodo, ma con discrezione. In Turchia, l’onore e la rispettabilità hanno un ruolo molto importante.

Durante la festa di fidanzamento, la sposa riceve doni preziosi dalla famiglia dello sposo, più di tutto oro, monili e oggetti vari. Stessa cosa al sud, dove l’oro rappresentava il segno, il termine “si singau” intendeva proprio questo: il fidanzamento.

Uno dei doni è il kit completo per la cerimonia dell’hennè, ed anche in questo caso, tutto è legato alla posizione economica della famiglia che se benestante, offrirà quanto di meglio si possa trovare in commercio.

La cerimonia sarà preparata solo dalle donne, quasi una forma di addio al nubilato, in questo caso conoscerà tutte le donne che fanno parte della famiglia di suo marito. Si questo vorrei soffermarmi perché trovo la cerimonia una pratica tradizionale bellissima e affascinante.

Avviene di solito di notte, quella che precede il matrimonio. È una vera e propria festa, dove saranno invitati parenti e amici.

Per i turchi è un simbolo molto forte, che rappresenta la separazione dalla famiglia d’origine. I canti sono tristi, lamenti dolorosi, che spiegano il dolore del distacco dalla famiglia d’origine.

L’hennè verrà spalmato sui palmi delle mani della sposa, mani che verranno avvolte dal nastro rosso. La stessa cosa poi, si estenderà a tutti i presenti. L’hennè, trattenuto tutta la notte, diventerà di un bel colore rossiccio.

È chiaro che nessuna sposa può sottrarsi!

Qualche giorno prima del matrimonio, avviene l’apertura del baule, il ceviz, che contiene tutta la dote, preparata dalla mamma della sposa, iniziando quando quest’ultima era ancora una bambina.

In Calabria si dice: “figghja ‘nte fasci, corredu ‘nte casci! Figlia in fasce e corredo nelle casse o bauli. Anche qui ci ritroviamo! La dote comprende di tutto. Dalla biancheria alle tazzine da caffè, il pentolame, i completi da notte, piatti in porcellana e bicchieri in cristallo. Tutto questo, viene lavato, stirato e portato nella casa degli sposi, non prima di aver mostrato il tutto ai vicini e ai parenti fino al decimo grado!

Sono momenti intensi, è un momento importante che celebra il distacco, la crescita della giovane che da figlia, diventa donna con tutte le responsabilità  che ne derivano.

Le società evolvono e perdono spesso le loro tradizioni a vantaggio di altre ma in Turchia, le tradizioni legate al matrimonio, rimangono sempre vive. È un evento sociale essenziale.

E in fondo lo sappiamo che il matrimonio è la prima società!

 

 

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