
Il Lonfo non abbaia né ruggisce
e molto raramente emette un barrito,
ma quando soffia il vento, raffica dopo raffica
sbarella un po’ e quatto quatto si rannicchia.
È furbo il Lonfo! È pieno di scaltrezza
perspicacia mal rivolta e sorniona!
Se indugi ti scruta e si appropinqua
se lo tocchi ti morde e ti aggredisce.
Eppure il vecchio Lonfo ottenebrato
che beve e grufola e (censura)
vagheggia intorno, fa lo gnorri;
e quasi quasi in segno di sberleffi
gli molleresti un pugno. Ma lui, zitto
ti fa gli occhioni, ti fa le fusa; e tu l’accarezzi.
Questa poesia è stata scritta più di quaranta anni fa, nel 1978, da Fosco Maraini: inserita nella raccolta Gnosi delle fanfole è uno dei migliori esempi di metasemantica. L’esperimento letterario, divenuto social anche a mezzo youtube con la voce di una bimbetta, ora più cresciutella, ha riscosso un tale successo da essere trasformato in disco con la musica di Stefano Bollani e la voce che recita di Massimo Altomonte: persino Gigi Proietti ne ha fatto una performance, ad onor del vero!
Io preferisco gustarmela con un drink, perché anche questo è diventato, pensate un po’:
Note degustative
Lonfo Olfatto che s’archipatta su note balsamiche di menta ed eucalipto, a tratti medicinale; si schiude gnagio rivelando resina, fragola, arancia sanguinella, pesca sciroppata, frutta esotica, caramella Ambrosoli, pepe, cuoio e toffee al limone. Assaggio che non vaterca, anzi propone una curiosa percezione tannica: è dolce, fresco, fortemente balsamico. Sdilenca un poco sul finale mentolato.
Certo, a consumazione avvenuta, il dubbio amletico resta sull’interlocutore lirico della composizione: per quanto mi concerne, qui, in carta ed ossa, ci vedrei un animaletto…ma non v’è certezza!
Per immagine visiva d’apertura la sitografia è la seguente:
https://timgate.it/lifestyle/ricette/cosmopolitan-drink-ingredienti-e-ricetta.vum
Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:
