Il Koala si sta estinguendo. La notizia  è giunta ormai già da tempo, ma in questi ultimi mesi si sta facendo sempre più forte l’allarme lanciato dall’Australian KoalaFoundation.
“Funzionalmente estinti” si legge sui giornali: ossia  non svolge più un ruolo importante nell’ecosistema. Tra qualche tempo potremmo forse non poter dunque più veder nascere un esemplare di koala , il tenero animale ghiotto di foglie di Eucalipto che rappresenta non solo il simbolo dell’Australia ma anche uno degli animali-immagine da anni del WWF e in generale della lotta per la preservazione delle razze a rischio.

I koala sono una specie davvero unica: gli ultimi fascolarti (marsupiali estinti milioni di anni fa) e tra gli animali più affettuosi della fauna australiana.
La presenza di questi teneri animali è talmente ridotta che non riescono infatti più a riprodursi. Si contano appena 80mila esemplari: una quantità davvero troppo esigua.

Ma quali le cause di un così sconfortante panorama?

Sicuramente tra le ragioni principali il cambiamento del clima: gli sbalzi climatici e le temperature stravolte degli ultimi anni hanno reso difficile e snaturato in parte l’ambiente idoneo alla riproduzione di queste specie ormai rare. Una  specie  passata dal non avere bisogno di bere acqua a doversi avvicinare assetata alle persone per farlo.
Il resto lo hanno fatto la deforestazione, le malattie propagatesi tra i superstiti e una politica ambientale che poco tiene conto di tali problematiche.
Unica zona in cui si registrano ancora nascite dei Koala sono 15 elettorati lungo la costa orientale dell’Australia, dove sopravvivono alcune piccole comunità di esemplari: solo l’1 % sopravvive e pensare che solo un secolo fa vivevano in 8 milioni !
Dati davvero drammatici considerando che è proprio l’uomo la causa centrale di tutto questo, fin dai tempi delle spedizioni in terra australiana e degli stermini senza controlli di migliaia di specie da parte dei bracconieri .

Tra fine 800 e inizi 900 l’industrializzazione ha portato conseguenze disastrose sull’ambiente animale e vegetale:

boschi spogliati di alberi secolari e maestosi, specie animali(non solo i koala) sterminate per lo smercio di pelli o altro.

L’attività umana ha portato cambiamenti non solo dunque all’assetto sociale e umano delle tribù del posto: le conseguenze ambientali sono state altrettanto serie e importanti.

Cosa resta da fare dunque?

Alcuni scienziati parlano di non più di 20 anni di esistenza ancora per i koala: davvero troppo  pochi; un’equipe ha così sequenziato il genoma completo del koala e questo da sicuramente un punto in più per la loro conservazione. Molti gli studi sul latte di questi animali e soprattutto sui geni del loro sistema immunitario, per combattere alcune malattie tipicamente causa di estinzione come la clamidia.
L’ultima indagine ufficiale del 2016 stimava tra Queensland, Victoria, New South Wales e Australian capital Territory, circa 329 mila esemplari di koala, con un declino demografico del 24%(fonte GreenMe)e il Rapporto del WWF del 2018 denuncia una situazione di peggioramento.
E’ dal 2012 che questo tenero marsupiale è considerato una specie a rischio ma la considerazione finale è che ad oggi nulla è stato fatto per preservarne davvero habitat, condizioni di vita e riproduzione. E , anche di fronte ad altri scenari come i terribili incendi nella Foresta Amazzonica, non si può che giungere a delle amare considerazioni:

La Natura e l’ambiente non sono davvero tra le priorità dei potenti del Mondo.

Sandra Orlando

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