“Tutto è racconto, Martìn. Quello che crediamo, quello che conosciamo, quello che ricordiamo e perfino quello che sogniamo. Tutto è racconto, narrazione, una sequenza di eventi e personaggi che comunicano un contenuto emotivo. Un atto di fede è un atto di accettazione, accettazione di una storia che ci viene raccontata. Accettiamo come vero solo quello che può essere narrato. Non mi dica che l’idea non la tenta.”
Carlos Ruiz Zafon
Il gioco dell’angelo

Non so a voi ma a me succede. Se malauguratamente un soggetto, un’idea, si desta un interesse spasmodico all’approfondimento l’attenzione fa, come per magia, avvenire degli incontri, delle scoperte, delle combinazioni che portano la mia mente a combinare le tante tessere di un mosaico mentale in un quadro compiuto e interpretabile. E’ da tempo che il fato mi fa capitare tra le mani scritti, soggetti, indicazioni e tant’altro, inerenti lo studio della Kabbala. Questa lampadina che si è accesa, ha prodotto nella mia psiche quello che gli psicologi potrebbero denominare “complesso”, cioè un nucleo psichico avente vita propria che magneticamente attrae tutto quello che gli è congeniale. In libreria ho trovato, guidato da una spinta interiore come il rabdomante con la bacchetta, dei libri “strani” che ho acquistato e che successivamente, per la mia iintuizione, ho capito siano collegati alla Kabbala. Uno è Il Sepher Jetsirah e l’altro è Lo Zohar. Letture rivelatasi complicatissime, libri molto “oscuri” in quanto a concettualità e di difficile interpretazione, chiaro solo a chi è addentro alle scienze occultiste. Ma a me succede anche un’altra cosa, contemporaneamente alla ricerca di un “qualcosa”il complesso, descritto sopra, sveglia in me la ricerca di conferma, di riprova, dell’idea motrice. Sempre quel “quid” mi mette in mano i contro-libri, le contro- deduzioni e quant’altro. Cosa mi capita nelle mani? un libro in cui, guarda caso, si parla della Kabbala.
” Questo trattato poderoso – si parla dello Zohar – era attribuito a Simon Bar Yohay, una figura realmente esistita al tempo delle persecuzioni romane in Palestina. Ill vero problema è che nessuno mai, nemmeno i cabbalisti spagnoli e francesi … nomina o cita lo Zohar prima del 1280. Quando succede il fatto è un pò ambiguo: l’opera è sempre collegata ad una figura precisa , il rabbino Moseh- Ben – Sem- Tov- De- Leon di Guadalajara. Secondo la sua versione un giorno il rabbino si sarebbe imabattuto in un antico manoscritto aramaico, da cui avrebbe copiato fedelmente i vari brani” ma che non fu mostrato a riprova ad alcuno. Il dubbio incominciò ad angustiare, appunto per la non provata esistenza di questo testo originario,altri rabbini.
“Qualcuno dice che rabbi Moseh- scriveva in proposito sul suo diario il rabbino Yishaq Ben Meir di Acco – abbia scritto queste parole meravigliose per venderle a buon prezzo, per molto argento e oro. Il rabbino Yishaq volle vederci chiaro e si mise in contatto con un nuovo rabbino che come lui aveva cercato di giungere alla verità, un tale Dawid di Pancorbo.
“Questi era andato addirittura dalla vedova, e la risposta c’è da dire era stata un’autentica doccia fredda.”

“Mio marito non ha mai posseduto tale libro, piuttosto scriveva di testa propria in base alle sue conoscenze. Quando vidi che componeva senza nessun documento davanti a se gli dissi : perchè dici a tutti che copi da un libro quando invece non hai nessun libro e scrivi di testa tua?”
Il marito rispose alla moglie ” se confidassi il mio segreto e dicessi che quello che scrivo è una mia invenzione, non terrebbero le mie parole in alcun conto e non me le pagherebbero un soldo, giacche direbbero che me le sono inventate. Poichè credono che copi dallo Zohar me le pagano carissime.”
Le rivelazioni sullo Zohar sono tratte dal libro di Errico Buonanno – Sarà vero e nel mio caso specifico sono state illuminanti per la comprensione della Kabbala tanto è vero che non me ne interesso più, essendo probabilmente una costruzione troppo umana c he niente ha di divino. Ma la considerazione finale è questa: leggete, leggete e rileggete ma svegliate il vostro spirito critico e ogni qualvolta nasce in voi un “complesso” un interesse irrefrenabile che vi fa diventare degli integralisti nella materia cercate anche gli scritti contrari, ascoltate dibattiti, pareri, confrontatevi con persone di idee opposte al fine di pervenire ad un vostro giudizio equilibrato.

Rodolfo Bagnato

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