Il culto della morta

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Nel 1747 un ritrovamento creò scalpore tra gli abitanti del piccolo centro di Agrano e successivamente, tra gli abitanti dei centri limitrofi. Era la mummia di una donna, probabilmente appartenente all’alta società del tempo e a causa del ritrovamento miracoloso, fu eletta a protettrice della città.
La leggenda narra che anche la sua posizione la faceva apparire quasi come una santa, in quanto aveva una mano sul petto e l’altra alzata, nell’atto di benedire. Era sepolta in una fossa comune riservata solo alle donne ma gli altri corpi, non presentavano lo stesso stadio di conservazione.

In effetti, negli anni seguenti, seguirono tanti eventi miracolosi che furono subito collegati alla sua intercessione. In particolare viene invocata dai suoi fedeli per ottenere la protezione dai pericoli imminenti, quando ogni speranza di avere salva la vita, sembra perduta.

Ad avvalorare questa tesi, si racconta che nel 1922, scoppiò un grande incendio che in poco tempo avrebbe lambito le abitazioni. Fu invocata la Morta e l’incendio si fermò giusto in tempo.

Dagli studi effettuati tra il 2007 e il 2009, la donna pare fosse deceduta all’età di quarant’anni, quindi considerata anziana. L’altezza era abbastanza considerevole, misurava 1,60 m e la sua morte è dovuta probabilmente ad un’infezione gengivale, malattia grave visto che non esistevano gli antibiotici.

Subì dei salassi che la indebolirono ulteriormente, questo lo si deduce perché aveva ancora legata al braccio la fascia con la piuma, usata proprio per questo scopo. Si suppone che fosse una dama perché le ossa non risultarono deteriorate dalla fatica e che consumasse tanti zuccheri, prerogativa delle classi benestanti.

Non era nativa del luogo poiché non risulta nei registri di nascita e morte nei documenti dell’archivio parrocchiale di Agrano.

Il culto e la devozione sono stati sempre tramandati dagli anziani del luogo e grazie a questo ancora oggi, la devozione per la Morta è molto diffusa, anche tra chi non è particolarmente coinvolto nelle pratiche religiose.

Nel 1897, la Morta fu esposta in piedi in una teca di legno e vetro, donata dai devoti, ma dopo cento anni, fu collocata dentro un’urna, poiché il corpo stava iniziando a piegarsi in avanti e dava segni di deterioramento.

Durante lo spostamento, per evitare di “perderla” il medico condotto le iniettò della formalina.

Durante gli studi del 2007, la mummia è stata sottoposta ad un restauro, un’equipe di medici l’hanno sottoposta ad un trattamento antibatterico, ad analisi chimiche e ad una tac.

Dal 2009, data in cui è terminato il restauro, la Morta è esposta in posizione supina in una teca di vetro, dove credenti e non, hanno la possibilità di rivolgerle una preghiera o una richiesta d’aiuto. La Morta (o Morta del Rosario o ancora, la Santa di Agrano) è conservata nella cappella esterna della chiesa di San Maiolo, appunto nel piccolo paese di Agrano (VB).

 

 

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