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Il coraggio di Gaia (Parte 3a)

In tutto questo, colui che ne aveva subito più di tutti la mancanza,  era il nonno che non avendo più possibilità di vederla, ne soffriva.

Un giorno in cui si trovava di passaggio, gli venne la felice idea di recarsi in visita nella casa di Gaia, con la speranza di incontrarla.

Proprio quella mattina erano tutti fuori  e, malgrado l’anziano uomo avesse suonato il campanello svariate volte, non avendo ricevuto alcun riscontro, si nascose dietro il muretto che affiancava la villetta dell’abitazione, attendendo che rientrasse qualcuno.

Il caso volle che dopo alcuni minuti Gaia stesse ritornando  dal mercato,  e mentre si accingeva a salire le scale per aprire la porta,  si vide sgattaiolare, da dietro, il nonno, che da subito cercò di afferrarla per stringerla a sè, talmente la desiderava.

Ella tentò con tutte le forze di  scappare, e poichè aveva già aperto l’uscio della porta, l’uomo con la forza di un  leone, la spinse dentro casa, e senza pensare alle conseguenze,  preso dalla foga e soprattutto dal desiderio di possederla, malgrado la povera sventurata tentò di difendersi con tutta se stessa, non riuscì a sfuggire ai sorpusi del malaugurato uomo.

Dopo avere appagato il suo desiderio, lesto, lesto, aprì la porta e scappò via, lasciando la povera Gaia in lacrime, semidistesa per terra con il capo poggiato sul pavimento, in stato di shock.

Per fortuna, o forse per sfortuna, i suoi sarebbero rientrati sul tardi perchè si trovavano a lavorare nei campi, compreso il fratello Pietro che oramai adulto, gestiva insieme ai genitori  la tenuta.

Dopo essere rimasta per mezzora nella medesima posizione a fissare la parete di fronte, con aria vagante, ebbe un momento di lucidità e scoppiando in lacrime si sollevò da terra recandosi, con immane fatica al bagno, per darsi una rinfrescata, ma soprattutto per lavare le parti intime che grondavano di sangue e le procuravano  gran dolore.

Malgrado i vari disagi,  avvertiva una grande vergogna e non sapeva come affrontare la situazione.

In quel tempo, non essere illibate comportava scandalo, si veniva giudicate male, e inoltre chi le avrebbe creduto? Non sapeva nemmeno se fosse stato il caso di confidarsi con la madre. Perchè darle questo grande dispiacere?

L’unica cosa in cui sperava,  che quella violenza non le avrebbe procurato delle conseguenze in modo che nessuno avrebbe mai scoperto nulla, ed ella sarebbe rimasta nubile, anzi, aveva anche pensato di chiudersi in un monastero per prendere i voti.

Maledetto Tancredi!!! Con quella violenza aveva segnato il destino della povera sfortunata.

Ma anche se nessuno seppe mai di quell’episodio, Tancredi cominciò a vivere male,  per i sensi di colpa e per non avere più potuto vedere la nipote.  Così, un pomeriggio in cui tardava a rientrare in casa, lo trovarono impiccato ad un ramo di albero…Si era suicidato!

Morendo, aveva portato con sè quel segreto, e Gaia, malgrado l’odio che aveva riversato verso quel demone, ne ebbe lo stesso compassione augurandogli di ricevere il perdono dal buon Dio…

C O N T I N U A…

Grazia Bologna

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