Una donna su tre al mondo, è stata picchiata, uccisa, forzata ad avere rapporti sessuali o ha comunque subito abusi almeno una volta nella sua vita, secondo le fonti statistiche ONU.

Anche quest’anno nella data del 25 novembre, ricorderò alcuni episodi di violenza perpetrata sulle donne, di femminicidi che hanno scosso l’opinione pubblica.

Vorrei iniziare parlandovi di un caso che mi ha colpito tantissimo, quello di Elisa Claps…un caso rimasto un mistero per troppo tempo…

Molti omicidi in Italia sono stati segnati da depistaggi e coperture.

E’ successo anche con la storia di una ragazza di Potenza, una ragazza che si chiamava Elisa Claps.

La sua storia e quella del suo assassino non è solo il racconto di un omicidio, è anche altro, molto altro.

Elisa Claps aveva 16 anni quando scomparve a Potenza il 12 settembre 1993.

Uscì di casa per andare a Messa nella Chiesa della Santissima Trinità.

Disse anche che aveva un appuntamento con un ragazzo.

Le amiche raccontarono poi che quel ragazzo era Danilo Restivo, uno che ogni tanto prendeva di mira qualche ragazzina e le disturbava anche con telefonate.

Il pomeriggio stesso della scomparsa di Elisa, Restivo andò al pronto soccorso, aveva un taglio profondo alla mano; disse di esserselo fatto cadendo mentre attraversava un cantiere in città.

Un poliziotto incaricato delle indagini parlò con le amiche di Elisa e scrisse in un rapporto che c’era la possibilità che Elisa fosse stata rapita da Restivo per “scopi sessuali”.

Chiese l’autorizzazione al Magistrato di poter sequestrare gli abiti indossati da Restivo il giorno della scomparsa ma il Magistrato non firmò la richiesta.

La casa di Restivo non venne perquisita e né venne perquisita la Chiesa.

Il Parroco della Chiesa, il giorno dopo la scomparsa di Elisa, chiuse il portone e partì per qualche giorno.

Al ritorno il poliziotto gli chiese se conosceva Danilo Restivo.

Lui disse no… ma non era vero; Restivo aveva anche le chiavi dell’oratorio.

E questo a Potenza, lo sapevano in molti.

Nel 1997 un agente del servizio segreto civile, il Sisde, raccolse alcune voci da una serie di informatori, nell’ambiente ecclesiastico.

Scrisse un’informativa in cui diceva che Elisa Claps era stata uccisa il giorno stesso della sua scomparsa e che il corpo era stato nascosto “in un luogo appartato ma molto frequentato”.

Quel dossier scomparve nel nulla.

Intanto tre anni prima Danilo Restivo era stato anche processato: aveva infatti mentito dicendo di non aver visto Elisa quel 12 settembre…

Davanti ai Giudici dovette ammettere di averla vista, in effetti, in piazza.

Poi, disse, la ragazza era entrata in Chiesa e lui se n’era andato…

Durante il processo, era venuta alla luce una particolare abitudine di Restivo: se ne andava in giro sugli autobus a tagliare di nascosto ciocche di capelli alle ragazze.

Restivo se ne andò dall’Italia, si trasferì in Inghilterra.

Il 12 novembre 2002, Heather Barnett, una sarta che abitava davanti all’abitazione di Restivo, fu trovata morta nella sua vasca da bagno.

Era stata massacrata a colpi di forbice, nel pugno l’assassino le aveva messo una ciocca di capelli femminili.
La polizia inglese puntò subito su Restivo, anche in quel caso però le indagini non portarono a nulla.

Intanto a Potenza la famiglia Claps continuava a battersi, a denunciare coperture da parte soprattutto dell’ambiente ecclesiastico.
Il 17 marzo del 2010 un gruppo di operai salito nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità, trovò un corpo mummificato.

Era quello di Elisa: era sempre stato lassù, sopra la Chiesa, mentre sotto la vita scorreva. Mentre sotto si diceva Messa.

L’autopsia accerterà poi che Elisa era stata uccisa con 13 colpi di lama…

E l’assassino aveva tagliato, gli indumenti intimi della ragazza e alcune ciocche di capelli. In quel sottotetto negli anni ci salirono in tanti ci andavano ragazzi e ragazze di Potenza per appartarsi, c’era anche un materasso in un angolo.

Il corpo di Elisa era qualche metro più in là, coperto da calcinacci.

Questa è la storia, di una ragazza anche lei vittima di un orco.

Il processo che ha portato alla condanna italiana di Restivo si è tenuto con rito abbreviato.

Angela Amendola

A lei un nostro editor, musicista e cantautore lucano, Antonio Donatello De Nicola, ha dedicato una bellissima canzone: Rosastella

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