Il sonno è l’ultimo baluardo che l’essere umano ha a disposizione per resistere ai meccanismi “cronofagi” dell’economia di mercato .
Un individuo dormiente è anche un individuo infruttuoso che, attraverso il proprio sonno, sottrae molte ore al suo impiego come ingranaggio inconsapevole della catena di produzione .
È questo un’ostacolo alla compiuta realizzazione del “Capitalism 24/7”, fatto di negozi, call center, palestre, fast-food e grandi magazzini che rimangono aperti tutto il giorno e per tutta la settimana, senza soluzione di continuità.
Il sonno è il solo spazio davvero incontaminato che ci è rimasto, immune dagli stimoli tecnologici e da tutti quei bisogni indotti artificialmente dalle corporation e che, proprio per questo motivo, il capitale vuole colonizzare a tutti i costi.
Con la consacrazione del capitalismo, le ore di lavoro e di svago – ma non di “otium” – sono aumentate esponenzialmente, mentre quelle consacrate al sonno sono calate a picco.
Jonathan Crary nel suo pamphlet “24/7 Il Capitalismo all’assalto del sonno”,  spiega come gli americani oggi dormano solo poche ore per notte, 6 e mezzo per la precisione, rispetto alle 8 della generazione precedente e le 10 dei primi anni del XX secolo. Questo risultato sarebbe il frutto di un disegno ben preciso, volto a iscrivere la vita umana in un’eterna sequenza di lavoro, consumo e morte, in un “principio di funzionamento continuo”.

Secondo Crary, “l’enorme quantità di tempo che trascorriamo dormendo, affrancati da quella paludosa congerie di bisogni artefatti, rappresenta uno dei grandi atti di oltraggiosa resistenza degli esseri umani alla voracità del capitalismo contemporaneo. Il sonno interrompe risolutamente il furto di tempo che il sistema capitalistico compie ai nostri danni. La maggior parte delle necessità apparentemente fondamentali della vita umana – dalla fame alla sete all’impulso sessuale, al bisogno, più recente, di amicizia – sono state riproposte in versioni mercificate o finanziarizzate”.


Il saggio di Crary prende spunto da una serie di esperimenti portati avanti dal Dipartimento della Difesa statunitense, che negli ultimi cinque anni ha finanziato diversi ricercatori americani per analizzare l’attività cerebrale del cosiddetto passero dalla corona bianca, ( un volatile in grado di rimanere in stato di veglia per un’intera settimana), sperando di ricavarne conoscenze applicabili agli esseri umani. Lo scopo delle ricerche è quello di scoprire in che modo sia possibile, per l’uomo, raggiungere un’astensione completa dal sonno e, al contempo, un funzionamento produttivo ed efficiente. Si dovrebbero mettere a punto una serie di tecniche anti-sonno, a partire dagli interventi neurochimici sino a sfociare nella terapia genica e nella stimolazione magnetica transcranica, ed applicarle in chiave militare, con l’obiettivo di creare un nuovo prototipo di soldati capaci di rimanere lucidi a lungo, senza problemi per il fisico e la psiche, malgrado l’assenza di sonno. La ricetta predisposta dai fautori del “Capitalism 24/7” è qualcosa di molto vicino alla strategia perseguita dal Dipartimento della Difesa americano tanto che, secondo Crary, “Il soldato a prova di sonno è l’antesignano del lavoratore o del consumatore immuni dal sonno”.
La fase embrionale del “Capitalism 24/7” è proprio quella in cui stiamo vivendo.

Negli ultimi anni, le occasioni per rimanere svegli, produttivi, reperibili e, soprattutto, disponibili al consumo, sono aumentate a dismisura.
Le piattaforme di streaming propongono un’offerta di contenuti disponibili H24 da cui è impossibile sfuggire, e i servizi di e-commerce consentono di rimanere svegli per dedicare il tempo necessario per dormire nella compilazione di interminabili wish-list piene zeppe di ogni tipo di bene. Inoltre, i nostri smartphone offrono un ventaglio di possibilità di sonnambulismo infinite e sono deleteri per la qualità del sonno, come ampiamente dimostrato da diverse ricerche che hanno ricollegato l’aumento dell’insonnia tra i giovani alla retroilluminazione degli schermi. A crescere vertiginosamente, contribuendo a infoltire l’offerta per i nuovi consumatori sonnambuli, è anche il numero di supermercati aperti H24, teatri quotidiani del precariato più estremo, con dipendenti che sacrificano il loro bioritmo per la modica cifra di 6 euro e 50 lordi all’ora.
Mortificare un bisogno fisiologico come il sonno per consentire a un sistema completamente folle di autoperpetuarsi è il primo passo per la nostra definitiva sottomissione. Nell’epoca del realismo capitalista, dell’ansia da prestazione e dell’abolizione dei tempi morti, dormire è diventato un atto necessario per la nostra salute mentale e fisica.
Rispettiamo quindi noi stessi e con atto rivoluzionario, concedendoci un sonno ristoratore, per affrontare con più serenità la vita ed essere più produttivi nel lavoro

Articolo precedente“Favola” di Antonella Ariosto
Articolo successivoIl falso autentico
Maria Grazia Del Franco
Sono nata a Napoli. Laureata in lettere moderne, ho coltivato fin da ragazza la passione per la scrittura, sempre con un occhio attento agli episodi che si verificavano nella società. Spinta da un amico d’infanzia, ho iniziato a scrivere, partecipato e vinto vari premi letterari con alcune poesie (“a mia madre” e “l’ultimo desiderio”). Sono socia di “Accademia Edizioni ed Eventi”, gruppo di autori ed artisti che con certosina pazienza, danno spazio alla cultura, organizzando anche eventi e contribuendo alla diffusione dell'arte e del talento. Collaboro alla rivista SCREPmagazine con la rubrica ”LEGGIAMO INSIEME”...e non solo...

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui