Oggi, nella mia consueta rubrica di motociclismo, vi parlerò di… cannibali. Mi riferisco a quei piloti che dominano un’era al punto da essere considerati invincibili, o quasi. Pensate agli anni Duemila, quando Valentino Rossi vinceva titoli mondiali a raffica nella classe regina del motomondiale. Ogni stagione portava a casa almeno una decina di successi. Viaggiando a ritroso nel tempo, la memoria va a Giacomo Agostini, che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta inanellò 15 titoli iridati e 123 vittorie. Ma il mondo delle due ruote è pieno di personaggi del genere. L’ultimo in ordine di tempo a forgiarsi delle nomea di cannibale è Jonathan Rea, l’inglese neo campione del mondo della Superbike. Sabato, sulla pista francese di Magny Cours, ha vinto il suo quarto titolo consecutivo, tutti conquistati in sella alla Kawasaki. Rea (si pronuncia “rei”) in meno di quattro stagioni con la “verdona” ha tagliato il traguardo per primo in ben 53 occasioni. In totale le sue vittorie in Superbike sono 68 (15 le ha conquistate con la Honda), un record. Ma c’è un particolare che rende le imprese di Johnny ancora più incredibili: quest’anno ha corso con una moto depotenziata. Che cosa significa? Senza entrare in specifiche troppo tecniche, significa che all’inizio del 2018 i responsabili del campionato hanno diminuito i cavalli della sua moto (e quella del compagno di squadra Tom Sykes) per livellare i valori e rendere la competizione più equilibrata. Ma non solo. Hanno fatto anche altro. Dal momento che ogni week-end sono previste due gare, chi vinceva la prima corsa (cioè Rea…) veniva costretto a scattare dalla nona posizione in griglia nella seconda corsa. In questo modo, nei primi giri il cannibale sarebbe dovuto rimanere intruppato in mezzo al gruppo, perdendo così la possibilità di dominare la gara. Uno stratagemma a dir poco antisportivo che non ha dato i frutti sperati. Anzi. Nonostante il depotenziamento del motore e la retrocessione in griglia, Johnny ha quasi sempre vinto anche la seconda gara, scartando gli avversari come fossero birilli. La sua superiorità a tratti è stata imbarazzante. Gli avversari ne sono usciti ridicolizzati. E il dominio sembra destinato a durare ancora per un po’ di tempo, visto che il binomio Rea-Kawasaki è già stato confermato per gli anni a venire. A meno che chi tira i fili del campionato delle derivate di serie non architetti qualche altro espediente per rallentarlo.

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