“All by my self” è un bellissimo brano scritto da Eric Carmen nel 1975 e riportato al successo da Cèline Dion.

Racconta la storia di chi ha vissuto sentimenti di amore e amicizia con leggerezza per poi affrontare la vita in solitudine.

Recentemente mi capita spesso di ascoltare questa canzone, precisamente da quando è la colonna sonora dell’ultimo spot tv delle Jeep Renegade e Compass che da gennaio viene riproposta in continuazione su tutte le reti.

È una melodia gradevolissima che rimane impressa nella mente tanto che in diversi momenti della giornata la canticchio.

Il protagonista dello spot è un bambino di circa 8 – 10 anni che si sta recando a scuola in macchina col suo papà.

Durante il tragitto, mentre intona la famosa canzone, osserva il paesaggio intorno che è quello di una tipica giornata invernale nevosa e fredda.

Ha uno sguardo triste e pensoso poichè attraverso il finestrino dell’auto vede da lontano alcuni bambini sorridenti che giocano con la neve.
“Non voglio restare tutto solo… don’t wanna be all my self”…

Il papà sembra che non veda l’ora di lasciare il figlio.

Quando arriva in classe, trova l’aula vuota eccetto che per una sua amica, anche lei figlia di un padre possessore di una Jeep Renegade.

Nel frattempo lo slogan in sovrimpressione è “Non tutti i genitori guidano una Jeep”…

Allora io mi sono interrogata su quale potesse essere il significato di tale spot, ma non ho trovato alcuna risposta esaustiva.

In questi giorni ho scoperto che la pubblicità ha suscitato indignazione.

Le associazioni di pediatri ne hanno richiesto il ritiro perchè emergerebbe l’immagine di un bambino solo, che non viene considerato da un genitore molto attento ad ascoltare se stesso e le sue esigenze.

Pare che anche le associazioni ambientaliste e non solo queste siano sul piede di guerra ciascuna per motivazioni diverse.

Probabilmente lo scopo di tale messaggio era quello di non far passare inosservata la pubblicità.

Io ho riflettuto, invece, sulla tristezza degli occhi di quel bambino ed ho ricordato come eravamo felici noi quando andavamo a scuola.

Le aule scolastiche avevano un altro sapore: la scuola era una palestra di vita in cui primariamente si veniva educati all’importanza della condivisione, al piacere di stare insieme.

Era decisamente tutta un’altra vita!

Piera Messinese

https://www.youtube.com/watch?v=XYX67N0oO9E

 

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Piera Messinese
Sono nata il 13 Novembre del 1966 a Lamezia Terme, in Calabria, ove risiedo. Sono sposata ed ho una figlia. Se dovessi scegliere un attributo che possa caratterizzarmi, questo sarebbe “eclettica”. Sono “governata da uno spirito fortemente versatile” che mi dà energia, per cui mi sento letteralmente assetata di nuovi stimoli. Sono innamorata della scrittura da sempre e la mia formazione classica ha contribuito a mantenere vivo in me tale sentimento. Grazie alla passione per i classici latini e greci in primis ed in seguito agli studi universitari in Medicina e Chirurgia, ho potuto rendere creativa la mia elasticità mentale. Ma “illo tempore fu il Sommo” a rubarmi il cuore e così “Galeotta fu la Divina". Amo, quindi, leggere e scrivere e ritengo che ciò sia fondamentale per la crescita di ogni individuo. Flaubert diceva: _”Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi o, come fanno gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.”… Sono Socia Fondatrice di “Accademia Edizioni ed Eventi”, Associazione culturale con sede a Roma che si occupa di cultura e di promuovere il talento. Scrivo su SCREPmagazine, rivista dell'Associazione, su cui curo varie rubriche.

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