Poche sono le conoscenze che abbiamo in relazione ai veicoli in uso nella Roma antica e quasi tutte derivate da rappresentazioni artistiche o da menzioni letterarie, perché l’archeologia ha permesso solo il recupero di qualche frammento. Sappiamo, intanto, che esistevano delle compagnie di noleggio, chiamate “collegia cisiariorum, che fornivano “vehicula meritoria”, cioè veicoli da affittare, alle porte della città, mettendo a disposizione cavalli o buoi.

Tra i mezzi più usati c’erano:
– la “raeda”: carro a quattro ruote piuttosto spazioso e dotato (non sempre), di una copertura in stoffa, era utile per il trasporto di più persone con bagagli al seguito; generalmente copriva lunghe distanze;
– il “cisium”: veicolo a due ruote guidato da un cocchiere è adatto al trasporto di solo due persone, che potevano viaggiare sedute;
– il “carpentum”: usato in occasione delle cerimonie era preferito dalle donne per la sua comodità, l’eleganza delle decorazioni interne e la presenza di una copertura in legno; era trainato da muli o cavalli di piccole dimensioni;
– la “carruca”: versione più piccola del “carpentum”;
– il “currus”: impiegato per il servizio postale perché leggero e veloce;
– l'”essedum”: carro a due ruote di piccole dimensioni, sul quale viaggiavano due passeggeri in piedi; era piuttosto veloce;
– il “plaustrum”: veicolo usato per il trasporto di materiali da costruzione o beni da vendere e trainato da buoi;
– la lettiga: veicolo usato in città per il trasporto di persone. Dotata di un letto con baldacchino sorretto da due stanghe, sostituiva i veicoli a due ruote, che non si potevano usare durante il giorno. Chi vi viaggiava era trasportato da schiavi.

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