INGEGNERIA DELL’ESISTENZA

Se quindi contestualizziamo i nostri ragionamenti all’Italia (il luogo di riferimento attuale che indicheremo poi in generale con (S)) nel periodo 2015-2025 (il periodo di osservazione che indicheremo poi in generale con (T)), nazione all’interno dell’Europa, che usa l’euro, con opinioni, tensioni ed effetti discordanti, interessata da fenomeni multiculturali e multirazziali, da disoccupazione e fuga delle intelligenze, con una classe politica litigiosa se non corrotta e che ai più non “ispira grande autorevolezza”, con amministrazioni centrali e locali di rado competenti e spesso truffaldine, con un sistema industriale piccolo se non inesistente a livello di presenza internazionale, di leadership e di capitali,…, potremmo tentare una prima caratterizzazione di “esistenza decente” come quella che economicamente ne identifica la condizione appena al di sopra della cosiddetta “soglia della povertà”, limite al di sotto del quale non si riescono a soddisfare tutti i “bisogni primari” come vestirsi, nutrirsi, avere un riparo,…

Ma non mi pare che questo possa bastare, ovvero non mi pare, ad esempio, che “un qualsiasi reddito di cittadinanza” possa risvegliare sopiti valori se non addirittura italico orgoglio.

Per fare un ulteriore passo in avanti, passiamo adesso a completare il nostro sistema cartesiano di riferimento dando ad ogni asse un suo nome.

Quindi oltre al tempo (T) ed al luogo (S), infatti, non si può non tener conto almeno di una terza dimensione che è quella composta dai “Valori di Riferimento” (V).

Tale aspetto, oggettivamente ostico, nella TQL diventa paradossalmente il più semplice da definire dacché la TQL stessa si pone l’obiettivo di identificare percorsi contestualizzati verso il quarto livello, quello in cui è insita la  massima realizzazione: “il livello del Sociale”.

L’insieme “V” sarà quindi composto da tutti quei valori fondanti e fondamentali che consentono il progresso autopropulsivo, sinergico ed ecologico di una “forma sociale singola e/o organizzata” essendo questo il massimo fine di ogni singolo individuo pensante.

L’aspirazione massima infatti, per ogni individuo pensante, è insita nella natura storica, nella tensione ad essere un leader verso se’ stessi e verso “la società”, protagonista richiesto ed ascoltato perché competente e quindi autorevole, sia dai singoli che da aggregazioni sociali più o meno complesse.

Del resto basta osservare cosa oggi mostrano gli stessi canali social, luoghi virtuali in cui da ogni “profilo”, facebook piuttosto che twitter, vengono lanciati, improbabili “messaggi in bottiglia”, informazioni, slogan, sentenze, anatemi, immagini e video improntati all’autocelebrazione…nel mare dei propri follower.

Questa tendenza ad essere un leader, insita nella natura umana , ha trovato proprio nei social una scena su cui finalmente mostrarsi…ma adesso é arrivato il tempo della sintonia, di lottare contro l’entropia dilagante.

Il nostro obiettivo è allora quello di assecondare tale pulsione ma definendo traiettorie materiali e/o immateriali che consentano di arrivare a tale obiettivo essendo però propedeutico e assolutamente fondamentale, per tale fine, definire, in partenza, dei valori guida riconosciuti e condivisi al fine di evitare la strumentale opinabilità di ogni questione.

Ed è chiaro per quanto detto come la precisa individuazione degli elementi dell’insieme “V”, oggi più che mai, sia fondamentale.

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Pino De Nicola
Mi chiamo Giuseppe De Nicola (per gli amici "Pino") e sono un ingegnere. Nella mia vita, lavorativa e non, ho avuto molte esperienze e tutte mi hanno convinto di due cose semplici: “da soli non si va da nessuna parte” e “non aspettare che gli altri facciano per te… anzi”. Proprio da queste convinzioni nasce (anche e non solo) “SCREPmagazine”, un luogo virtuale in cui ci si ritrova per stare insieme e per condividere passioni, di qualsiasi genere ma tutte legate sempre e comunque dal “filo rosso” del rispetto, della collaborazione, della cultura, del "mettersi in gioco" e del talento…

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