La natura umana è curiosità, voglia di comprendere il mondo in cui viviamo e tutto ciò che desta mistero attrae. L’uomo è quindi attratto da ciò che lo incuriosisce e lo è anche dal significato nascosto, simbolico  degli oggetti.    

La simbologia è senza dubbio materia che affascina la curiosità umana: il mistero che avvolge un oggetto piuttosto che un altro; il perché della sua forma e del suo colore; il motivo per cui ad alcuni oggetti veniva e viene attribuito valore metafisico o magico; il come mai esistono simboli antichi simili che ritroviamo in civiltà lontane geograficamente fra loro; perfino numeri e lettere con valore simbolico…

Il potere, la religione, l’arte e la magia parlano per simboli da migliaia di anni.

I simboli del potere sono tantissimi. La mia curiosità, come quella di Ernst Cassirer (1874-1945), che vi condusse un approfondito studio, è stata stuzzicata da questo argomento che spero affascinerà molti di voi.

 I più noti simboli del potere sono lo scettro, la corona e il trono. Il loro significato immediato è noto anche ai bambini: le fiabe iniziano con << C’era una volta un re! >> con tanto di corona, scettro, trono, castello e sudditi. Impossibile non dedurlo. Ma esiste per ognuno di essi un significato ed un’origine meno nota.

La forma di uno scettro o bastone del comando, la conosciamo tutti: un’asta più o meno lunga decorata da metalli e pietre preziose, sormontato da un simbolo che si riferisce al tipo di potere che rappresenta come un globo, una mano, l’aquila, ecc…

La parola deriva dal greco “ skèpton” e dal latino “sceptrum”.

Qualsiasi potere lo scettro rappresenti, indica sempre il potere di decidere su l’ altrui sorte che sia di un re; di un Papa come la Ferula o lo scettro Pastorale; di un comandante militare; di un magistrato. Si pensi che, ancor oggi, viene utilizzato nei nostri tribunali per inaugurare l’anno giudiziario a forma di grandi mazze poggiate su di un cuscino.

Il più grande diamante tagliato al mondo, la “Stella D’Africa”, sovrasta lo scettro di Sant’Edoardo creato per Carlo II d’Inghilterra.

Lo scettro viene raffigurato in molti oggetti e in molte immagini antiche in diverse forme a seconda della civiltà di cui era simbolo.

Lo scettro del faraone egizio o quello di un imperatore romano, pur avendo forma diversa, è sempre uno scettro: il simbolo del più alto potere decisionale.

L’anello, derivante dal latino “anulus”, ha nella sua forma valore simbolico: il cerchio è il simbolo dell’eternità, dell’infinito.

Un anello può essere di semplice materiale naturale, di stoffa, prezioso, gemmato, raro ma qualsiasi sia il suo materiale ha sempre un significato simbolico non solo per chi lo indossa. Alcuni anelli sono famosi in tutti il mondo proprio per ciò che simboleggiano.

La “vera nunziale” o “fede”, sia essa semplice o gemmata, ha significato universale: sigilla un patto di amore eterno fra sposi; l’appartenenza di uno all’altro; l’integrità del matrimonio e il vincolo eterno che lega quelle due persone che decidono di unire le loro vite scambiandosi questo anello.

L’anello è un simbolo antico la cui simbologia è legata a riti magici, di potere e al mondo arcano.

Gli antichi popoli sapevano che l’uso delle pietre era scienza complessa e arcana proprio perché un anello può essere composto da solo metallo o da metallo e pietre. La preparazione di un anello, proprio per tale motivo, seguiva procedure ben determinate nella credenza che solo così l’anello sarebbe servito allo scopo per cui veniva creato. Ad ogni pietra rappresentava il valore di un pianeta che a sua volta aveva avuto attribuito determinati poteri cosmici che influivano sulla natura e la vita umana. Una tipologia di questi anelli può esser riconosciuta negli “anelli dello Zodiaco”, ad esempio.

L’anello, nei secoli, ha assunto tanti significati simbolici. Venne considerato simbolo magico e alcune leggende narrano di anelli che donavano l’invisibilità a chi lo indossasse o poteri soprannaturali. Nell’antico culto dei fabbri l’anello aveva il potere di soggiogare le forze ignote.

L’anello fu il simbolo del potere terreno di re e sacerdoti, simboleggiando perfezione e autorità; potere; forza; divinità; indipendenza e sicurezza; difesa; protezione e controllo; ricchezza; libertà; impegno solenne preso.

Egizi ed ebrei incidevano sui loro anelli parole o frasi magiche.

In alcune culture era credenza che l’anello avesse la capacità di connettere mente e corpo.

I soldati nell’antichità portavano un anello con diaspro rosso: simboleggiava la protezione dalla morte e dalla perdita di sangue in battaglia.

Nel popolo romano, leggi regolavano il poter indossare un anello poiché era un simbolo d’onore dovuto a chi si distingueva nelle imprese belliche. Nei tempi divenne un emblema per ambasciatori, sigillo di un potere politico, appartenenza a una classe sociale, sigilli che rappresentavano a chi appartenesse una proprietà.

Questa uso rappresentativo dell’anello venne acquisito anche dalla Chiesa. L’anello “Piscatorio” è il più famoso: viene consegnato al Papa appena ha inizio il suo pontificato e si spezza alla sua morte per indicarne la fine. L’anello Piscatorio rappresenta l’effige dell’apostolo Pietro mentre pesca con la rete.

In altre tradizioni e culture l’anello spezzato simboleggia una promessa rotta o premunizione di disgrazia.

Nel Medioevo agli anelli-gioiello si pensava fosse legata una benedizione o una maledizione come quelli dei Nibelunghi.

Celebri sono l’anello di Prometeo, simbolo di obbedienza a Zeus e per estensione al potere divino; l’anello di Gige che, con il castone girato verso l’interno della mano, donava l’invisibilità; l’anello “ruota degli inganni”, rappresentato nei rosoni gotici e nei tarocchi, aveva il potere di accelerare o ritardare il volgersi degli eventi e cambiarne il destino.

Con una storia tutta da scoprire e affascinanti sono gli anelli dei “Templari”, fra intrecci di storia religione e mistero.

L’anello ha anche significato differente a seconda del dito su cui lo si porta.

Naturalmente ci sarebbe molto da scrivere su questo argomento ma il mio intento era stuzzicare la vostra curiosità ….

Spero di esserci riuscita!

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Maria Luana Ferraro
Sono Maria Luana Ferraro, consulente aziendale e mi occupo anche di finanza personale. I calcoli sono il mio lavoro, le parole la mia passione. Fin da bambina, anziché bambole e pentoline, chiedevo libri, quaderni e penne. A sei anni ho ricevuto la mia prima macchina da scrivere. Appassionata di letteratura italiana e straniera, il mio più grande sogno è sempre stato diventare giornalista. Sogno che, piano, si sta realizzando. Socia fondatrice della “Associazione Accademia & Eventi”, da agosto 2018 collaboro con “SCREPMagazine” curando varie rubriche ed organizzando eventi. Fare questo mi permette di dare risalto a curiosità e particolarità che spesso sfuggono. Naturalmente, in piena coerenza con ciò che è il mio modo di interpretare la vita…eccolo: “Quando la mente è libera di spaziare, i confini fisici divengono limiti sottili, impercepibili. Siamo carcerieri e carcerati di noi stessi. Noi abbiamo le chiavi delle nostre manette. La chiave è la conoscenza: più conosci, più la mente è libera da preconcetti e ottusità. Più la mente è aperta, più si ha forza e coraggio così come sicurezza. Forza, coraggio e sicurezza ti spingono a tentare l’impossibile affinché divenga possibile.”

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