Cosa è accaduto giovedì 8 agosto in Russia, in una base militare?

Da giovedì 8 agosto la Russia tenta di insabbiare un incidente nucleare avvenuto poco più di un mese dopo l’incidente nucleare che si è sfiorato a bordo di un sottomarino nel mare di Barents.

Il primo luglio quattordici ufficiali russi riuscirono a contenere un incendio e a tenerlo isolato dal reattore nucleare ma morirono tutti.

Ora a quattro giorni dalla nuova esplosione nucleare il numero dei morti è salito ad almeno 7.

Il timore è per le radiazioni sprigionate da questo incidente.

Le fonti ufficiali, parlano di incidecnte avvenuto durante test su un motore missilistico, ma ufficiosamente sembra che i test fossero effettuati su nuovi missili nucleari e l’ipotesi è avanzata anche dagli USA.

Le spiegazioni rimangono contrastanti, poco convincenti.

Ci si chiede se ci sia stata contaminazione dalle radiazioni su tutta l’area.

La versione ufficiale rimane ancora quella di due giorni fa del Ministero della Difesa, secondo la quale le emissioni radioattive non hanno avuto variazioni significative.

Ma a questa credono in pochi, per primi alcune fonti a Severodvinsk, per cui l’alterazione dell’intensità c’è stata, anche se non sono in grado di quantificarla.

Ma il panico si è diffuso tra la popolazionei, con le farmacie prese d’assalto da farmaci a base di iodio, che dovrebbero limitare gli effetti delle radiazioni, per quanto riguarda la tiroide.

Panico e informazioni confuse che testimoniano come in realtà la guerra fredda potrebbe non essere finita.

L’esplosione è stata rilevata fino in Norvegia, a circa 1.030 chilometri in linea d’aria dal luogo dell’esplosione.

E questo significa che l’esplosione è stata potente.

L’esplosione ha rilasciato radioattività e le stazioni di rilevamento hanno mostrato per alcune decine di minuti valori fino a 20 volte e si è dispersa fino ad alta quota, per poi essere stata trasportata anche molto lontano.

E la mia memoria torna indietro al 26 aprile del 1986, a quando esplose uno dei quattro reattori in funzione presso la centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina.

Nei giorni seguenti, molti paesi vicini all’Unione Sovietica rilevarono una quantità alta di radiazioni, ma i sovietici, rifiutarono ogni responsabilità.

Resta la conseguenza più grave dell’esplosione, con la quale siamo costretti a fare i conti ancora oggi, la contaminazione nucleare sul terreno, e nelle falde acquifere.

Infatti a distanza di decenni, è ancora difficile stabilire quante persone sono morte o moriranno ancora a causa dell’esplosione di Chernobyl.

Ma come si crea l’energia nucleare?

“L’energia nucleare deriva da modificazioni della struttura della materia, secondo la legge fisica scoperta dallo scienziato Albert Einstein (E = m x C ²) dalla quale si ricava che la quantità di energia prodotta (E) è uguale alla massa inerziale (m), moltiplicata per la costante (C²), che corrisponde al quadrato della velocità della luce (300.000 km/s)². Quindi, anche se il valore della massa è molto piccolo, moltiplicandolo per una costante molto grande, si può ottenere una quantità di energia elevatissima”.

“La fissione nucleare consiste nella divisione in due del nucleo dell’atomo per mezzo di neutroni: durante questo processo parte della materia si trasforma in energia. Durante la fissione si liberano altri neutroni capaci di colpire nuovi nuclei e così via scatenando una reazione a catena. L’elemento fissile per eccellenza è l’Uranio-235, con il plutonio e il torio.
La fissione nucleare e sfruttata per produrre energia elettrica nelle centrali nucleari.”

La questione della sicurezza delle centrali nucleari è sempre stata al centro di discussioni e polemiche tra i sostenitori del nucleare e tra i contrari a questa risorsa energetica, ritenuta troppo pericolosa.

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