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I miei Sanremo

Ed eccoci a poche ore dall’inizio del Festival di Sanremo e anche quest’anno è stato preceduto da polemiche, ce ne saranno tante durante le serate e anche alla fine, dopo la consacrazione del vincitore.

Ma è questo che rende il Festival vincente, le polemiche,i gossip e i veleni che verranno fuori nelle cinque serate della kermesse canora. Quest’anno spero vinca lui: Massimo Ranieri, che seguo da sempre. Ma, leggendo il testo della canzone di Simone Cristicchi, sono convinta che sarà lui il vincitore perché la canzone merita la vittoria.

Un testo meraviglioso il suo, come gli altri che lo hanno preceduto negli anni in cui Cristicchi ha partecipato a Sanremo. Ma metto da parte la nuova edizione, e vorrei ricordare invece le canzoni più belle, a mio modestissimo parere, che sono quelle degli anni Ottanta.

Canzoni che per me sono diventate colonna sonora nel periodo della mia piena giovinezza e che sono legati a dei ricordi particolari. Inizio con il Sanremo 1982. Avevo 19 anni, che anno indimenticabile! Nel panorama della musica italiana, pochi eventi hanno l’importanza storica e culturale del Festival di Sanremo.

È da questo palcoscenico che, nel corso degli anni, sono emersi brani che hanno non solo vinto la gara canora, ma anche segnato un’epoca.

Quell’ anno ampiamente preannunciata dalla stampa dell’epoca, la vittoria andò a Riccardo Fogli con il brano” Storie di tutti i giorni” ,e udite udite , seconda si piazzò la coppia artistica e all’epoca anche sentimentale, Al Bano e Romina Power con la canzone “Felicità”, che incontrò ugualmente un grandissimo successo di vendite.

Al terzo posto quell’anno arrivò Drupi, con la canzone Soli.
Fu questa l’edizione che vide la creazione del Premio della critica che, nell’occasione, fu ad appannaggio di Mia Martini che interpretò “E non finisce mica il cielo”, scritta per lei da Ivano Fossati.

Nonostante il successo ottenuto per la Martini subito dopo il Festival, si aprì un lungo e sofferto periodo legato alla diceria di portare sfortuna, periodo che si concluderà solo sette anni dopo con una nuova partecipazione al Festival che la riportò al successo.

Ma non bastò, il suo destino era già segnato.
E per la prima volta a Sanremo,nel 1982, due ospiti si collegarono via satellite: i Kiss da New York e Maurice Gibb dei Bee Gees in diretta da Las Vegas. Momenti che hanno segnato quell’anno lo spettacolo canoro.

La bellissima “Storie di Tutti i Giorni”,interpretata da Riccardo Fogli è diventato un vero e proprio simbolo della musica leggera italiana.
Nel 1982, l’Italia viveva un periodo di profonde trasformazioni culturali, politiche ed economiche. La musica, come sempre, rifletteva queste trasformazioni. E il Festival di Sanremo di quell’anno non fu solo competizione musicale, ma un vero e proprio specchio dei tempi.
Prima di quel Sanremo, Riccardo Fogli era già ben noto nel panorama musicale italiano, grazie alla sua precedente esperienza con i Pooh e a una carriera solista di successo.

La sua partecipazione al Festival era attesa con interesse, sia dal pubblico che continua ad amarlo, che dalla critica.

La sua canzone parla di amore, di quotidianità e delle piccole sfide che ogni giorno la vita ci pone davanti. Il testo semplice ma profondo, accompagnato da una melodia orecchiabile, ha permesso a “Storie di Tutti i Giorni” di diventare un punto di riferimento per diverse generazioni di ascoltatori.

Quando “Storie di Tutti i Giorni” fu proclamata vincitrice del Festival di Sanremo, fu chiaro che non si trattava solo di un successo momentaneo. La canzone ha rapidamente scalato le classifiche, diventando uno dei singoli più venduti dell’anno.

Anche a distanza di anni, “Storie di Tutti i Giorni” rimane uno dei brani più amati e ricordati del repertorio di Riccardo Fogli. La sua capacità di parlare a un pubblico trasversale e di mantenere un significato rilevante nel tempo ne testimonia l’importanza non solo nel contesto del Festival di Sanremo, ma nella storia della musica italiana in generale.

Tantissimi i big quell’anno ma nessuno di loro riuscirà a insidiare il vincitore, il grande Riccardo Fogli ex Pooh. Un classico pop, capace di superare un altro evergreen della musica italiana come Albano. Ma andiamo avanti, quello fu l’anno dell’esordio di Zucchero con” Una notte che vola via”, e Anna Oxa con” Io no” e Vasco Rossi che scompiglia la routine dell’Ariston intonando “Vado al massimo” e poi le Orme che con “Marinai” si allontanano dal loro rock progressive degli anni ’70.

Tutti episodi importanti per Sanremo, alcuni incipit per grandi carriere, altri comunque immagini simbolo del Festival. Rassegna che è ancora in bilico tra la melodia più classica, vedi la partecipazione dei Milk and Coffee con” Quando incontri l’amore,” e di un simbolo acclarato come Christian, con “Un’altra vita un altro amore”.
Fu lanche l’anno dell’eliminazione, con un mare di polemiche di Claudio Villa con la sua ” Facciamo la pace”, per poi ricordare lo stile acqua e sapone di Stefano Sani con la celeberrima “Lisa”, quella che “se n’è andata via, non è più mia”.

Sanremo anni Ottanta, fu uno dei miei preferiti del decennio, in questo caso totalmente al massimo, e non solo per la presenza in gara di Plastic Bertrand col suo brano Ping pong…

Angela Amendola

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