Il rumore della locomotiva ed il fischio del treno divenivano sempre più incalzanti.

Nel mio vagone ero accompagnato da una coppia con un bimbo, di appena tre anni, che non dava tregua ai propri genitori. Un pò perchè piangeva, un pò perchè aveva sete…insomma quel viaggio fu un vero tormento!

Giunsi finalmente a destinazione e prima di recarmi in ospedale da mia mamma, andai al convento dei Benedettni, per lasciare il mio bagaglio in camera e fare una doccia per rilassarmi, dopo quel frenetico viaggio.

Non ebbi tempo di vedere nessuno, semplicemente il prete che mi aveva accolto e indicato la mia camera.

Indossai un jeans, una camicia bianca e mi recai subito in ospedale, ma prima mi soffermai ad acquistare un mazzo di fiori colorati, abbelliti dai settembrini,  poichè era proprio il mese di settembre.

Raggiunsi la camera della mia mamma, la 112, e non appena mi vide cominciò a piangere per la forte emozione, venedomi incontro per abbracciarmi.

Fu un momento intenso che mi ha lasciato un ricordo indelebile.

Ancora oggi, infatti,  a distanza di anni, mi vengono i brividi.

Avevo temuto di perderla e ritrovarmela fra le braccia, grintosa e vincente, fu per me una gioia infinita.

Aveva un bell’aspetto, e dall’ultima volta che l’avevo lasciata, aveva ripreso colorito e riacquistato i chili che aveva perso..

Sembrava un sogno…eppure era tutto reale!

Trascorremmo delle ore insieme, nel parco che si trovava all’interno dell’ospedale e facemmo qualche foto, che inviammo alle mie sorelle. Parlando e scherzando, il tempo era volato.

Si erano fatte le ore 19,00 e dovevo ritornare in Convento perchè dopo le 20,30 chiudevano il portone e non facevano più entrare.

Con fatica mi staccai da mia mamma e mi avviai verso il Monastero.

Il tragitto del ritorno fu meno faticoso e, quando finalmente mi ritrovai nella mia stanza, mi distesi sul letto e senza rendermene conto mi addormentai. La stanchezza era grande e quella sera saltai la cena.

La cena veniva servita nella mensa del Convento alle ore 21,00 e l’annunciavano con un altoparlante la cui voce giungeva fino nelle singole camere.

La pulizia, l’ordine e la gestione di quel luogo erano impeccabili.

Quella notte caddi in un sonno profondo ritrovandomi, al mattino seguente, nella stessa posizione in cui mi ero addormentato.

La colazione veniva servita dalle 08,00 alle 10,30 e così mi recai alla mensa per fare un’abbondante colazione.

Quella mattina avevo intenzione di incontrare Padre Lorys e mentre stavo per sedere ed iniziare la mia colazione, vidi entrare dall’uscio della porta un prete giovanissimo di bell’aspetto che mi lasciò  senza fiato.

Dalla descrizione di Christy, mia sorella, sembrava lui.

Era troppo bello per essere un sacerdote!

Ma cosa ci faceva un uomo così bello in un Convento?

Fu la prima cosa che mi balenò alla mente, mentre egli con un sorriso radioso mi veniva incontro…

C O N T I N U A…

Grazia Bologna

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Grazia Bologna
Mi chiamo Grazia Bologna e vivo a Palermo. Affascinata sin da piccola dallo scrivere, ho partecipato a vari concorsi di Poesie. Nell’ultimo - “Canti a lu Ventu” - dell’Aprile 2018, ho avuto un riconoscimento particolare con la mia Poesia “L’Attesa”. Imprendidtrice in attività di Call Center nel ruolo di “Guidance Counselor”, ho condotto trasmissioni televisive e radiofoniche in emittenti regionali private per trattare le varie problematiche legate alla famiglie. Da Marzo 2018 collaboro con “SCREPmagazine” curando la rubrica “Racconti di vita vissuta”.

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