Il santo Graal, secondo la leggenda, è la coppa in cui Gesù nell’ultima cena avrebbe trasformato il vino in sangue e in cui successivamente Giuseppe d’Arimatea avrebbe raccolto il sangue versato da Cristo dalla Croce.

C’è un mistero intorno al Santo Graal, se n’ è trattato anche in molti libri e film.

Ci sono dei luoghi divenuti centri turistici e di culto proprio per quest’alone di mistero.

Ne parla Dan Brown nei suoi libri e ci ha affascinato la cinematografia che ha trattato l’argomento.

Ne è esempio il borgo francese Rennes-le-Château che nel Novecento è stato al centro di veri e propri tour turistici.

Tutto iniziò alla fine dell’800 quando il parroco Bérenger Saunière fu assegnato al villaggio di Rennes-le-Château. Durante i lavori di ristrutturazione della vecchia chiesa dedicata a Maria Maddalena, si presume avesse trovato “qualcosa” che aveva poi nascosto gelosamente, fino alla sua morte. Nessuno aveva mai saputo di che si trattasse, ma si erano diffuse voci sulla possibilità che fosse la prova capace di confermare un’antica leggenda.

Questa affondava a sua volta le radici in uno dei misteri più sconcertanti di tutti i tempi, le cui premesse erano delineate nella Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, un’opera compilata nel XIII secolo, la quale narrava le vite dei santi e affermava che c’era stato un seguito alla crocifissione di Cristo, e che Maria Maddalena aveva lasciato la Palestina, rifugiandosi nella Francia meridionale, in una regione che ospitava già una fiorente comunità ebraica, nella quale sarebbe stata accolta come una regina.

La posizione di prestigio riconosciuta alla donna sarebbe dipesa in parte dalla sua appartenenza alla tribù di Beniamino, in parte dal fatto che portava in grembo il frutto del proprio matrimonio con Gesù di Nazareth.

Da questo erede avrebbe avuto origine la stirpe dei Re conosciuti come Merovingi.

Secondo la storia ufficiale, il ramo principale della dinastia merovingia si sarebbe estinto con la morte di Re Dagoberto ma alcuni racconti lasciavano intendere che egli avesse un figlio legittimo, Sigeberto IV, che si sarebbe salvato all’epoca del delitto, nascondendosi nella regione del Razès, l’antico nome del territorio su cui sorgeva Rennes-le-Château.

Plantard strano personaggio che voleva far tornare alla ribalta i Templari, aveva cambiato la connotazione dell’ associazione di cui era il fondatore, avvicinandola alla massoneria e attribuendole caratteristiche esoteriche.

L’aveva dichiarata parte di un antico Priorato di Sion, nato all’epoca dei Templari allo scopo di custodire il segreto della discendenza di Cristo.

Aveva poi cominciato a presentare se stesso come ultimo discendente dell’erede di Dagoberto I. Questo processo era passato attraverso la creazione di una serie di documenti che erano stati depositati presso la Biblioteca Nazionale di Francia alla fine degli anni ’60.

Plantard non era certamente l’autore di tutti i racconti sulle caratteristiche dei Re Merovingi, sul presunto matrimonio di Gesù con Maria Maddalena e sull’esistenza di un erede perduto.

Inoltre, all’interno dei Dossier esiste un documento particolarmente controverso. Il documento è in sostanza, una sorta di monografia dedicata all’origine dell’abbazia più antica della capitale francese e di una delle sue chiese più famose.

Che legame poteva avere con la storia della dinastia perduta con i piani di Pierre Plantard?

Questa domanda è tanto più interessante.

E’ possibile che Pierre Plantard, nel corso delle ricerche destinate a raccogliere il materiale per i suoi piani, abbia scoperto qualcosa di veramente eccezionale, creando il Serpent Rouge per custodirlo?

È possibile che l’insieme del Dossier sia stato assemblato appositamente per mimetizzare l’opuscolo e che alle spire del Serpente sia stata affidata la chiave per scoprire il filo conduttore, capace di collegare le tre chiese e svelare i messaggi nascosti nelle opere che le decorano?

La risposta a queste domande è sì.

La raccolta di immagini, citazioni, piante, inclusa nella seconda parte del testo è stata concepita appositamente per nascondere gli indizi necessari a decifrare i versi, ed è possibile un’interpretazione coerente di questi ultimi, parola per parola.

Il messaggio è una versione del tutto nuova e sconcertante non solo delle vicende ambientate nella chiesa di Rennes-le-Château ma anche del ruolo di Saint-Germain-des-Prés prima e di Saint-Sulpice successivamente, in relazione alla storia di Parigi e al culto della Maddalena.

Questo “qualcosa” è un segreto che ha influenzato per molti secoli la storia della Francia, coinvolgendo grandi artisti, uomini di fede e sovrani, talvolta rinnegato e appositamente occultato, ma pur sempre in vita fra le strade della Ville Lumière e nella penombra delle due grandi chiese che ne sono l’ultima testimonianza.

Angela Amendola

Per approfondire cliccate sul link dell’articolo di Sandra Orlando

Rennes-le-Château

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