Questo Parlamento non conta più molto perché è da tempo diventato il luogo della inconcludenza della politica: irrimandabile, quindi, una seria riforma delle istituzioni democratiche e della legge elettorale.

Quello che sta accadendo in Europa e dentro i palazzi di Roma ci sta travolgendo.

Se non si riformano al più presto gli istituti della nostra Democrazia si farà in fretta ad entrare nel caos più ingovernabile, ben superiore a quello al quale stiamo assistendo, fra un Presidente del Consiglio che non conta, pochi Ministri “prime donne ad ogni costo” ed opposizione poco credibile sia per storia che per l’assoluta vacuità dei contenuti proposti.

Quindi, l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, l’accessibilità al ruolo di Ministri solo per quanti mostrano autorevolezza, evidente ed adeguata capacità di governo in coerenza col Dicastero assegnato, riduzione del numero dei parlamentari e semplificazione delle procedure legislative fra le due Camere.

Populismo? Una reazione violenta all’overdose di politici incapaci e corrotti.

Lo scollamento che si registra da qualche anno tra Istituzioni e cittadini “non vuol dire che non c’è partecipazione alla vita politica ma che questa è fortemente superficiale” limitandosi ormai all’adesione sui social con un “like” o un “dislike” sotto dichiarazioni ad effetto di leader inconsistenti se non, addirittura, a commento di “fake news”.

Ad aggravare il quadro, c’è poi la crisi a cascata di “buona parte dei i corpi intermedi” dell’economia e dell’apparato statale, dal mondo del credito, alle associazioni di categoria, ai sindacati, ai funzionari pubblici ed ai manager privati e finanche nelle aule di Giustizia.

Il vero nemico che occorre combattere con urgenza è, quindi, quella ideologia “onnipotente” del “anche io sono capace” che ha invaso politica e democrazia di falsi talenti, essere arroganti e litigiosi se non incapaci sconosciuti.

Governare è “cosa seria” e non si fa su Twitter, se non vogliamo assistere ad un irreversibile e nefasto stravolgimento degli istituti della democrazia tradizionale ed anche della democrazia rappresentativa verso pericolose derive autoritarie …

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