La mente ha tante funzioni. Quando è allenata può rivelarsi un valido alleato nelle attività della nostra vita quotidiana perché ci aiuta a formulare pensieri, prendere decisioni e sviluppare una consapevolezza diversa sugli eventi che riguardano la nostra vita. 

Il più delle volte, però, la nostra mente rappresenta un ostacolo al benessere e alla felicità in ragione del fatto che la lasciamo agire in maniera incontrollata. E una mente non consapevole è in grado di fare seri danni nelle nostre vite.

Il particolare rischio rappresentato da una mente incontrollata è quella di farci estraniare dal presente.

Essa tende a lavorare sotto forma di immagini e pensieri che rimandano al passato o ci proiettano verso il futuro, creando così delle distorsioni emozionali come il rimpianto per un tempo che non c’è più o l’ansia per l’avvenire.

Infatti il compito della mente non è solo quello di attivare processi mnemonici in grado di farci ricordare gli eventi passati,

ma essa tende ad agire su quei ricordi e a modificarli.

In questo modo il pensiero si collega alle emozioni perché non si tratta di un’osservazione distaccata di ciò che è stato ma di un vero e proprio “bias“, ovvero di una

dissonanza cognitiva attraverso cui tendiamo a falsificare i nostri ricordi per proiettarli, inconsciamente, verso una “dimensione desiderata”.

In questo modo il passato ci appare  migliore di quanto in realtà non fosse, talvolta la nostra inconscia manipolazione giunge a farci ricordare eventi che non ci sono mai stati pur di farci provare quell’emozione  struggente che ci fa desiderare di vivere in un passato che inevitabilmente non c’è più. 

” Si stava meglio quando si stava peggio “

è un detto popolare che sintetizza perfettamente questa tendenza ad abbellire ciò che fu, ricordandoci solo i momenti belli e rimuovendo dalla nostra coscienza quelli più brutti. Ognuno ha il suo trascorso di lotte, sofferenze e frustrazioni, in ogni fase della vita, che è fatta di alti e bassi, sempre. Anche in futuro sarà così. È inutile angosciarci per ciò che potrebbe accadere di negativo, gli eventi sono imprevedibili. Ciò che è certo è che ci sarà quest’alternanza di luce e tenebre, gioia e sofferenza, che c’è stata nel nostro passato e che caratterizza anche il nostro presente.

Se abbiamo una mente incontrollata che ci fa ripudiare il qui ed ora e ci convince che lo ieri e il domani sono meglio (o peggio), potrebbe essere utile fare degli esercizi con cui modificare le nostre convinzioni e radicarci meglio al presente. Che, ricordiamolo sempre, è tutto ciò che abbiamo.

Esercizi suggeriti:

1. Tenere un diario giornaliero attraverso cui narrare i fatti della nostra vita quotidiana. In questo modo potremo sviluppare una visione più realistica ed oggettiva degli avvenimenti che caratterizzano le nostre giornate 

2. Praticare con costanza la meditazione e la mindfullness. In tutte le città esistono decine di corsi di questo genere. Se preferiamo il “fai da te” possiamo consultare qualche manuale o guardare qualche video tutorial su YouTube

3. Praticare uno sport o una disciplina che preveda lavoro fisico. L’attività fisica abbassa quella cerebrale e produce dopamina, un neurotrasmettitore che causa le sensazioni di benessere fisico e psichico.

4. Dedicarsi ad attività creative (pittura, musica, scrittura, danza). Imparare cose nuove favorisce processi intellettivi che tengono impegnata la mente, così da impedirle di sfuggire.

Praticare in modo continuativo (ovvero dedicarsi a queste attività con una frequenza di almeno 3-4 volte a settimana) anche una sola di queste attività, migliora sensibilmente la qualità dei nostri pensieri, e quindi della nostra vita.

Arsenio Siani

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Arsenio Siani
Mi chiamo Arsenio Siani, sono un counselor, scrittore e docente di corsi di scrittura creativa. La passione per le pratiche di trasformazione ed evoluzione interiore mi ha condotto a frequentare una scuola di counseling. Parallelamente il mio percorso ha visto un’evoluzione e una crescita interiore grazie alla scrittura, dapprima erano pensieri sparpagliati e confusi riversati su fogli di carta, poi la mia mente e la mia anima hanno cominciato a concepire storie, racconti di vita partoriti da sogni, desideri, rimpianti e speranze. Un ascolto dei miei sentimenti e delle mie emozioni che mi ha portato a scrivere cinque romanzi in meno di tre anni e innumerevoli racconti. Nel 2016 ho accettato anche la sfida di diventare docente per corsi di scrittura creativa presso l’Università popolare di Siena, dove vivo da 12 anni. Nel 2017 ho iniziato la mia collaborazione con “Accademia” curando due rubriche per la rivista “Screpmagazine”, una dedicata al benessere psicologico e l’altra alla violenza sulle donne. Proprio da quest’ultima esperienza nasce una mia nuova pubblicazione, “Quello che le donne non dicono”, in cui vengono raccolti gli articoli, rielaborati per l’occasione, comparsi sulla rubrica, per Titani editori, pubblicato nel marzo 2018.

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