Quante volte, nel corso della nostra vita, ci siamo ritrovati a provare un’ammirazione spropositata per qualcuno?

Talvolta avviene anche di fare degli incontri sconvolgenti, così incontriamo un uomo o una donna che rivoluzionano la nostra esistenza.

Sono incontri spesso dolorosi ma anche illuminanti, che ci aiutano a capire cosa vogliamo fare nella vita e ci spronano a fare delle scelte coraggiose o anche estreme.

Un anonimo impiegato di banca che conduce un’esistenza noiosa e monotona, senza passioni né vitalità, incontra casualmente un uomo dalla vita avventurosa, che fa il fotoreporter e gira il mondo, gli legge negli occhi la fame di esperienze e di emozioni.

Il bancario è sconvolto da questo incontro, inizia a provare rimpianti, si rende conto che non sta vivendo la vita che avrebbe realmente voluto vivere, si ricorda dei sogni che aveva da bambino, quando sognava di diventare marinaio ed esplorare terre lontane.

In presenza di questi sentimenti potenti l’uomo potrebbe giungere anche a scelte estreme come lasciare il lavoro, abbandonare la famiglia e i suoi affetti e lanciarsi in un viaggio in solitaria intorno al mondo, tuttavia nella maggior parte dei casi la paura prevale al momento opportuno, spingendo l’individuo a reprimere i suoi sentimenti, così da continuare la sua monotona ma rassicurante esistenza.

Potrebbe però anche succedere il caso opposto, ovvero che l’uomo, in presenza dell’avventuriero, reagisca giudicando la sua condotta e lo stile di vita. Penserà che è un incosciente idealista, privo di senso pratico, un disadattato incapace di trovare il suo posto nel mondo e in ragione di ciò ha deciso di viaggiare per fuggire dal mondo e da sé stesso. Magari penserà anche che è un grande egoista, capace di pensare solo a se stesso, come dimostrato dalla sua scelta di non costruire una famiglia e non basare la sua esistenza sulle relazioni e sugli affetti. L’uomo continuerà quindi la sua esistenza in quel modo , quell’incontro gli ha causato un leggero fastidio ma non ha minimamente intaccato le sue convinzioni.

Ammirazione e giudizio, dunque.

Due reazioni diametralmente opposte in presenza dello stesso evento (l’ incontro con un uomo dallo stile di vita completamente diverso dal suo) che però presentano la medesima causa.

Infatti la persona che giudichiamo o ammiriamo è in realtà portatrice di un aspetto rinnegato della nostra personalità. Cosa vuol dire? Quando eravamo piccoli abbiamo fatto delle scelte. Abbiamo modellato la nostra personalità sulla base delle reazioni del mondo esterno, scegliendo di rendere primari quegli aspetti che ci garantissero l’accettazione del prossimo, in particolare dei nostri genitori. Da bambino, se ho constatato che essere buono e gentile con tutti ha fatto sviluppare l’apprezzamento delle persone che ho intorno, facendomi sentire amato e protetto, allora farò della gentilezza e bontà il mio aspetto primario. In questo modo reprimerò quelle parti che portano qualità opposte, come l’egoismo o l’arroganza.

Da adulto, se incontrerò una persona egoista o arrogante sarò portato a giudicarla perché è portatrice di un aspetto diametralmente opposto al mio. Però può darsi anche che lo ammiri, magari perché la mia bontà è gentilezza mi ha portato dei disagi e vorrei avere il coraggio di pensare un po’ di più a me stesso o di dire al prossimo quello che penso.

Il fatto è che ogni aspetto rinnegato porta in sé anche un dono. Lo abbiamo scartato quando eravamo bambini perché all’epoca, nel contesto in cui eravamo proiettati, non ci serviva, tuttavia da adulti può rappresentare una risorsa in mancanza della quale, potremmo avere dei problemi. Anche l’egoismo, in piccole dosi, può essere un aspetto positivo, perché mi dà la capacità di ascoltarmi e soddisfare quelli che sono i miei bisogni (al contrario, se sono sempre buono e gentile, sarò portato a mettere in primo piano i bisogni degli altri, e a trascurare i miei).

Cosa fare dunque, in presenza di una potente ammirazione o di un forte giudizio nei confronti di qualcun altro?

Il primo passo è ascoltarci, capire cosa ha da dirci quel sentimento, e identificare il rinnego. In seguito provare ad integrarlo nella nostra vita per recuperarne le risorse, il che non vuol dire diventare altro da ciò che siamo ma chiedersi “cosa potrebbe succedere se usassi una goccia omeopatica di quest’aspetto? Quale dono mi porterebbe?

Potremmo recuperare un sogno abbandonato per mancanza di coraggio. Per esempio se sento che nella mia vita mancano emozioni ed avventure potrei decidere di concedermi una vacanza avventurosa in qualche meta esotica, senza avere bisogno di gettare alle ortiche tutto ciò che ho costruito fino a quel momento unicamente per soddisfare una mia esigenza. Oppure potrei imparare a dire di no, o a rimandare un impegno, perché in quel momento sento la necessità di dare la precedenza a me stesso.

Arsenio Siani

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Arsenio Siani
Mi chiamo Arsenio Siani, sono un counselor, scrittore e docente di corsi di scrittura creativa. La passione per le pratiche di trasformazione ed evoluzione interiore mi ha condotto a frequentare una scuola di counseling. Parallelamente il mio percorso ha visto un’evoluzione e una crescita interiore grazie alla scrittura, dapprima erano pensieri sparpagliati e confusi riversati su fogli di carta, poi la mia mente e la mia anima hanno cominciato a concepire storie, racconti di vita partoriti da sogni, desideri, rimpianti e speranze. Un ascolto dei miei sentimenti e delle mie emozioni che mi ha portato a scrivere cinque romanzi in meno di tre anni e innumerevoli racconti. Nel 2016 ho accettato anche la sfida di diventare docente per corsi di scrittura creativa presso l’Università popolare di Siena, dove vivo da 12 anni. Nel 2017 ho iniziato la mia collaborazione con “Accademia” curando due rubriche per la rivista “Screpmagazine”, una dedicata al benessere psicologico e l’altra alla violenza sulle donne. Proprio da quest’ultima esperienza nasce una mia nuova pubblicazione, “Quello che le donne non dicono”, in cui vengono raccolti gli articoli, rielaborati per l’occasione, comparsi sulla rubrica, per Titani editori, pubblicato nel marzo 2018.

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