di Laura Chiossone con Anna Foglietta, Paolo Calabresi.

L’organizzazione della festa di compleanno del proprio figlio di 8 anni può diventare un caso sociologico? Ebbene si se parliamo dell’oggi e del modo sempre più complesso in cui i ragazzini (ma soprattutto le mamme del 2019) si trovano a condividere esperienze come scuola, rapporti , ambienti sociali.
Per Simona, mamma di Filippo, avere a che fare con preparativi e festeggiamenti, sarà un modo per interfacciarsi con gli altri genitori e rendersi conto di dinamiche sociali al limite del paradossale ma sicuramente ormai inevitabili da affrontare. Mentre i bambini giocano nel salone con l’animatrice, i grandi in cucina si “analizzano” e si nascondono dietro formalità e ipocrisie. Segreti, mezze verità, maschere, inganni e bugie faranno da contraltare alla festa con risvolti inaspettati.

Laura Chiassone ci pone di fronte ad un interrogativo:

Cosa significa essere genitore oggi , in mezzo a piccole e grandi paure, fragilità interiori, ansie e soprattutto ( una costante dell’essere padre o madre oggi,) un grande senso di inadeguatezza, di non fare mai abbastanza per i nostri figli e l’essere perennemente sotto stress da ansia ”da prestazione”, troppo “amici dei figli”, troppo severi o troppo moderni?

Dal genitore intellettuale a quello vegano, da quello single convinto alla famiglia moderna allargata, dalla madre omosessuale alla coppia cinefila intellettuale il film ci proietta in quello che è un quadro abbastanza desolante in verità: ogni stereotipo sociale viene mostrato e amplificato alla luce delle sue debolezze, facendoci riflettere su una nuova condizione e generazione di genitori e su un ruolo da ricoprire che non è per niente facile, oggi forse più che mai.

Al suo esordio alla regia, pur presentando ingenuità tecniche e narrative, la Chiassone presenta in modo esaustivo un’ umanità complessa, nevrotica, scombinata e, servendosi di un cast di bravi interpreti, (con una convincente Anna Foglietta, attrice davvero in crescita e adatta a vestire questo tipo di personaggi.), è, con dialoghi brillanti e intelligenti, la commedia sembra a tratti poi virare verso il dramma.

Tra i tanti temi affrontati, sicuramente centrale quello del concetto di “normalità” e il labile confine tra ciò che Noi riteniamo consono e idoneo e il porsi invece dinanzi ad uno specchio che rifletta anche un po’ i nostri di limiti:

ma poi chi può stabilire cosa sia normale?

Sandra Orlando

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