Domani, venerdì 15 marzo 2019, sarà un giorno importante per chiunque creda nell’ecologia e nello sviluppo sostenibile. A livello mondiale, infatti, i ragazzi delle scuole sciopereranno contro i cambiamenti climatici e la negligenza dell’essere umano nella cura dell’ambiente.

Il movimento di protesta è nato circa un anno fa ad opera di una giovane attivista svedese, Greta Thunberg, che di venerdì saltava le lezioni a scuola per protestare; da allora molti ragazzi, specialmente nelle nazioni occidentali, si sono uniti a lei nel tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica, ma specialmente coloro che detengono il potere, riguardo le conseguenze catastrofiche che mutamenti climatici incontrollati potrebbero causare sul nostro pianeta.

Greta Thunberg, che recentemente è stata nominata per il Premio Nobel per la pace, ha portato avanti questa causa anche allo scorso Meeting Annuale presso il World Economic Forum di Davos, una delle ospiti più giovani all’incontro.

Ci tengo a sottolineare, infatti, che il mancato rispetto delle soglie indicate dall’Accordo di Parigi del dicembre 2015 (in termini soprattutto di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera) potrebbe causare degli sconvolgimenti non soltanto in termini di temperature, ma anche economici e sociali.

La tematica ambientale, pertanto, va tenuta in seria considerazione da ognuno di noi nelle nostre scelte di consumo quotidiane, ma soprattutto dai “piani alti”, laddove le policies in grado di cambiare davvero lo status quo attuale vengono elaborate ed implementate.

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