
“I vostri figli non sono figli vostri, sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suoi vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo”.
Kahlil Gibran
Opera molto bella del pittore Pino Daeni
Dal Re Leone:
Mufasa: “Simba, lascia che ti dica una cosa che mio padre disse a me. Guarda le stelle. I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle”
Simba: “Davvero?”
Mufasa: “Sì. Perciò quando ti senti solo, ricordati che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anche io…”
TRE ROSE
Nel mio giardino
tre rose sono nate
belle e profumate
simili nei colori
intenso e unico
il loro profumo
penetra nel mio cuore
che le ha desiderate.
A volte le loro spine
fortemente pungono
regalando lacrime
dolorose e amare.
Ma poi
con un dolce dondolio,
si fan perdonare.
D’amore ho concimato
la loro terra
sperando ne sentano
nel tempo la grandezza.
Antonella Ariosto
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