Lady Oscar ha compiuto 45 anni. L’androgina eroina creata da Riyoko Ikeda nel 1973, e passata in Tv per la prima volta più di 35 anni fa, è ormai divenuta un fenomeno televisivo e non solo. Una filosofia di vita, si potrebbe quasi dire, quella di Oscar Francois, la Rosa di Versailles, che lotta tra la sua essenza di donna e il suo modus vivendi maschile imposto dal padre fin dalla sua nascita. Cresciuta come un soldato da un genitore maschilista e un po’ misogino, Oscar, capro espiatorio dell’assenza di un figlio maschio, vive col padre, la sua tata e il fido amico Andrè, che la ama in silenzio da sempre. Siamo nella Francia di Luigi VI e Maria Antonietta d’Austria, alla vigilia della Rivoluzione francese ,in una Francia spaccata in due tra un’aristocrazia che vive nello sperpero e negli agi sfrenati e un popolo che miseramente conduce una vita di stenti e povertà. A Versailles Oscar viene chiamata da Maria Antonietta a comandare le guardie reali; le due , diventate amiche, finiranno per amare lo stesso uomo(il conte di Fersen) e alla fine condivideranno lo stesso destino di morte anche se in termini diversi.

Senza nulla svelare più di una storia che quasi tutti ormai conosciamo, (ai pochi ignari non riveliamo dunque ulteriori dettagli), possiamo con sicurezza affermare che “Lady Oscar” abbia segnato una vera e propria svolta nel mondo dell’animazione, e non stupisce, dunque, vedere come in tantissimi ancora oggi si riferiscono a lei con i toni ossequiosi di chi si accosta ad una vera icona pop e simbolica. Oscar è femminilità, emancipazione, consapevolezza di sé e fautrice di una idea di donna completamente sovversiva ai tempi e in fondo anche oggi.

Lei è al comando, lei è la più forte, lei è solidale con la sua amica che ha sbagliato, lei fugge la sua femminilità ma non può far altro che innamorarsi disperatamente del principe azzurro. Rompe gli stereotipi ma allo stesso tempo li abbraccia come se accettare la sua fragilità non debba necessariamente essere sintomo di debolezza ma di una sensibilità che trae dai sentimenti scoperti una forza più grande. La sua personalità forte, decisa, apparentemente fredda e impassibile, in realtà è ancorata ad una incredibile passione che mette in tutto ciò che fa. Lotta con l’energia di un uomo ma la delicatezza e destrezza di una donna, combatte con sicurezza e senza paura anche 10 uomini ma si piega piangendo alle urla di un amore confessato che non sa ancora riconoscere e contraccambiare. Siamo ancora lontani dalle eroine cinematografiche come Ripley di “Alien” o la Beatrix di “Kill Bill”: Oscar precorre i tempi di una moda di combattivi personaggi femminili , protagonisti ormai di tanti film di successo.

Ma, aldilà delle vicende sentimentali , “Lady Oscar” è anche una rappresentazione intensa e fedele di quella società francese pre-rivoluzionaria: gli eccessi dei tempi sono nei vestiti pastello delle donne di corte, nei pettegolezzi al veleno, negli imbrogli perpetuati a danno di due sovrani completamente ignari di quanto accadeva intorno a loro, in uno spirito Rivoluzionario che era un fuoco pronto ad esplodere e a spazzar via l’intera monarchia e una classe sociale non più sopportata. Tutto questo viene rappresentato dal cartone con una ricchezza di dettagli storici e con dialoghi dotati di intelligente fluidità e eccezionale realismo.

Il successo di Oscar non può dunque stupire e siamo sicuri che la fama e il successo della nostra eroina non potrà che crescere sempre per la sua forte carica passionale, per il romanticismo che fa sognare, per la straordinaria consistenza dei personaggi e perché le ragazzine ( e anche le donne) continueranno sempre ad identificarsi con lei e con le sue battaglie personali e sentimentali, non potendo fare a meno di appassionarsi alla sua meravigliosa storia .

Sandra Orlando

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