FELICE CASORATI
(1883–1963)
Silvana Cenni 1922,
collezione privata.

Felice Casorati, noto pittore italiano, nasce a Novara il 4 dicembre 1886 e vive in varie città, seguendo gli spostamenti della famiglia, dovuti alla carriera militare del padre, erede di una famiglia di medici e matematici di grande fama.

Casorati è stato uno dei massimi esponenti del cosiddetto “realismo magico” e un autentico ammiratore di Klimt, al quale si è ispirato per un certo periodo.

Dipinge per la prima volta a diciotto anni, dopo un esaurimento nervoso causato dai suoi intensissimi ritmi di studio.
Appassionato di musica è costretto a passare mesi in campagna senza l’adorato pianoforte e suo padre, pittore dilettante, per consolarlo gli regala una grande scatola di colori.

I suoi primi lavori sono vagamente impressionistici e, per la maggior parte, sono ritratti della madre e delle sorelle, eseguiti a pastello.
Accanto alla proverbiale inquietudine dei suoi dipinti realisti, forse legati proprio all’esperienza dell’esaurimento, esistono tuttavia opere d’influenza simbolista in cui le donne e gli elementi decorativi sono assoluti protagonisti. Ma non è che una breve fase di passaggio nel suo lungo percorso di crescita artistica

Laureato a Padova in giurisprudenza, Felice Casorati continua a dipingere e, prima di raggiungere la sua più alta vetta, vive un lungo periodo meditativo.

Presto tuttavia viene affascinato dalla pittura metafisica e nel 1907 espone alla Biennale di Venezia il suo “Ritratto della sorella Elvira”.
Con questa opera Casorati entra di diritto fra i pittori di fama, ma è solo nel 1910, quando partecipa alla IX Biennale, che il giovane pittore evolve il suo stile verso la linearità decorativa, evidentemente influenzato da Gustav Klimt.

Il 1912 è un anno importante per Felice Casorati che realizza opere in cui è palese la ricerca di una sintesi tra simbolismo e realismo tradotta in forme nitide, accompagnate da un aspetto tecnico complesso ed elaborato: il pittore usa infatti colori stemperati con glicerina che vela con cera trasparente.

“SILVANA CENNI”

Felice Casorati, con questo dipinto a tempera del 1922, coglie Silvana Cenni, una bellissima modella, seduta con le spalle alla finestra che inquadra il Monte dei Cappuccini a Torino.
La luce tersa, i volumi geometrici rimandano a un altro pittore che lui ama: Piero della Francesca.
Infatti il perfetto volto ovale della donna, l’impeccabile frontalità, le palpebre abbassate, sono traduzioni in veste contemporanea della Madonna di Piero della Francesca.

Silvana Cenni si pone dunque come un’icona moderna, una Madonna toscana trapiantata in Piemonte.

Infine, se notate attentamente, nella natura morta sul tavolo Casorati attinge in parte anche da Cezanne.
Realismo magico, carico di ricordi e di poesia.

Una profonda rilettura dell’opera “Silvana Cenni” lo spinse a una rigorosa ricerca di costruttività e saldezza formali. Dal 1930 la sua pittura si fece più commossa, entro una gamma cromatica raffinatissima.

Negli ultimi anni di vita la voglia di una pittura non confinata nei musei, libera dai vecchi canoni, spinge Casorati verso un’arte più personale, per rendere al meglio ogni sua immagine e pensiero artistico.

Bruno Vergani

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