Ecco perché si  dice “Fare le cose alla Carlona”:

Questo termine si utilizza per indicare quando le cose vengono fatte senza cura ed in modo superficiale e sbrigativo. L’origine di tale espressione risale ai tempi del Sacro Romano Impero quando a regnare era l’Imperatore Carlo Magno. Come succede a tutti gli uomini di potere, anche intorno alla figura di Carlo Magno nacque una tradizione parodistica da cui è nata la celebre espressione “fare le cose alla carlona”.

Nella tradizione dei poemi cavallereschi la figura di Carlo Magno è diventata nel tempo oggetto di  parodie. Soprannominato Carlone, il grande Imperatore del Sacro Romano Impero veniva infatti ritratto come un uomo goffo e imbranato che amava indossare abiti non pregiati inadatti al suo rango.

Da qui nasce l’espressione “fare le cose alla carlona” per indicare un atteggiamento negligente e malaccorto.

Nel “Morgante“, un poema cavalleresco del quattrocento, Luigi Pulci attinge al ciclo carolingio ma lo fa con un ribaltamento giocoso. I paladini franchi vengono trasformati e si comportano spesso da bricconi, soprattutto il Re Carlo Magno, descritto come una sorta di vecchio rimbambito.

“Di Carlo non m’incresce rimbambito,
Che sempre ogni segreto ti ragiona,
E non s’accorge d’essere schernito,
Mentre che sente in capo la corona;
E non si crede al cacio rimanere,
Se non sente la trappola cadere”.

Spesso i modi di dire sono pesanti e irriverenti ma sono anche un monito da evitare di seguire nella vita di tutti i giorni.

Antonella Ariosto

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